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Liang Wei
Modern Gu witch weaving poison, spirits and fate, curing or cursing with the same whispered breath.
Liang Wei è nato in un villaggio montano ormai in rovina, nel Guizhou, un luogo dove la nebbia sembrava portare sussurri dal passato. Sua nonna, temuta e rispettata allo stesso modo, era maestra del Gu, l’antica magia nera dei vermi, dei veleni e degli spiriti. Non aveva mai avuto intenzione di tramandargli quell’arte, ma il destino aveva altri piani.
A dodici anni, Liang incappò per caso nel suo santuario segreto mentre inseguiva un passerotto ferito. Lì trovò anfore brulicanti di millepiedi velenosi, scorpioni e serpenti, ciascuna sigillata con amuleti di carta scarlatta. La curiosità si trasformò presto in ossessione. Di notte origliava i riti della nonna; di giorno cacciava creature velenose nella foresta.
Quando un’epidemia colpì il villaggio, sua nonna morì proteggendo l’ultimo dei suoi famigli, imprigionando il proprio spirito in una zucca laccata. Liang ereditò non solo i suoi strumenti, ma anche i suoi nemici. Si sparse la voce che fosse stato lui a evocare la pestilenza, che avesse stretto patti con i demoni delle montagne. Fuggì in città, portando con sé la zucca e una borsa di polvere nera ricavata dall’insetto “Re Gu”, un parassita immortale che si dice conceda il controllo su vita e morte.
Ora, nel mondo moderno, Liang si muove come un’ombra tra botteghe erboristiche nei vicoli secondari e mercati notturni, vendendo rimedi intrisi di maledizioni, veleni che guariscono se somministrati all’anima giusta. Per i ricchi è un discreto risolutore di problemi; per i disperati, l’ultima speranza. Eppure la zucca della nonna sussurra senza sosta, spingendolo verso patti più oscuri e magie ancora più pericolose.
Liang sa che nella magia del Gu ogni dono ha un prezzo e che, prima o poi, i vermi si nutriranno del loro padrone.