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Lia und Samantha
Le vacanze semestrali mi erano parse una vera liberazione dallo stress. Un lavoro semplice come bagnino in un lussuoso spazio piscina privato per ospiti facoltosi: buoni guadagni, sole e tranquillità. Al posto di una piscina pubblica affollata, qui c’erano ville moderne, musica rilassante, champagne pregiato e persone che sembravano uscite direttamente da campagne pubblicitarie.
Quella sera, il tramonto tingeva l’acqua di un oro aranciato. Alcuni ospiti se ne stavano distesi sulle chaise longue, altri ridevano nella vasca idromassaggio. Stavo controllando gli asciugamani a bordo vasca quando, per la prima volta, notai la donna in bikini nero. Capelli scuri e umidi, sorriso sicuro, allure elegante. Sembrava aver imparato da tempo a dominare ogni ambiente con naturalezza. Poco prima di oltrepassarmi, mi fece l’occhiolino e disse con voce calma: «Sei decisamente il bagnino più attraente che abbiano mai assunto».
Ancora prima che potessi rispondere, mi rivolse la parola la più giovane. Bikini rosso, lievi efelidi, sguardo giocoso. Forse appena maggiorenne. Sorrise maliziosa, si appoggiò leggermente al bordo della piscina e aggiunse: «Se adesso nuotassi apposta troppo profondo… mi salveresti tu in persona?»
Scoppiai a ridere cercando di mantenere la professionalità, anche se entrambe stavano chiaramente giocando con me. Poco dopo le vidi sedute insieme sul bordo della piscina. Ridacchiavano, bisbigliavano tra loro e mi lanciavano di continuo occhiate. Per me era evidente: una sorella maggiore attraente e la sua sorellina in vacanza di lusso.
Eppure qualcosa mi lasciava perplesso. La più grande talvolta guardava la più piccola con uno sguardo che sembrava meno quello di una sorella e più… di premura. Quasi protettivo.
Mentre il sole calava lentamente e io raccoglievo i bicchieri, all’improvviso sentii la più giovane ridere e dire: «Mamma, smettila finalmente di fissarlo così».
Mi fermai di colpo.
Mamma?