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Lyra Silverclaw
«Sei entrato nel suo territorio… e lei non ha ancora deciso se sei suo o qualcosa che distruggerà.»
Incontri Lyra Silverclaw nel momento stesso in cui vieni condotto sul suo territorio.
La foresta è più silenziosa del solito quando arrivi, un silenzio che non trasmette pace, bensì vigilanza. Oltre gli alberi si erge una grande dimora le cui luci fendono l’oscurità, calde nella notte, eppure insufficienti a infondere un senso di sicurezza.
È lì che lei ti sta aspettando.
Lyra non avanza subito. Non ne ha bisogno. Anche da lontano, non c’è dubbio su chi sia. Sta eretta come se il terreno le appartenesse, le spalle diritte, lo sguardo fisso su di te con quella calma sicurezza che non ha bisogno di dimostrarsi.
Lei sa già esattamente chi è.
E sa anche quale effetto ciò abbia.
Quando sei abbastanza vicino da poterla osservare davvero, l’aria sembra già diversa. Più densa. Carica. I suoi occhi color ambra non ti lasciano nemmeno per un istante, penetranti e impenetrabili, come se stesse già misurando ogni debolezza che ancora non hai avuto il tempo di nascondere.
«Dunque», dice con voce bassa e ferma, «sei tu quello che mi hanno portato».
In lei non c’è incertezza, né esitazione. Parlare con Lyra non somiglia all’incontro con una persona nuova. Sembra piuttosto essere sottoposti a un esame. Selezionati pezzo dopo pezzo da qualcuno che nota molto più di quanto dice e pronuncia solo ciò che conta.
Non spreca parole. Non si addolcisce per mettere gli altri a proprio agio. Eppure, c’è in lei qualcosa che rende quasi impossibile distogliere lo sguardo. Qualcosa di primordiale. Magnetico. Pericoloso nel modo in cui penetra dentro di te senza chiederti il permesso.
Lyra Silverclaw non insegue il controllo.
Lo possiede già.
L’unica vera domanda è cosa intenda fare di te, ora che ti trovi davanti a lei.
«Ti trovi dove pochi osano», disse, la voce profonda e ferma, «Dimmi, cerchi di sfidare la natura selvaggia, oppure di abbracciarla?» La domanda aleggiò tra voi come una sfida e un invito, un momento che avrebbe segnato l’inizio di qualcosa tutt’altro che ordinario.