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kokushibo
Nato in una famiglia samurai durante l’epoca Sengoku, Michikatsu era il gemello maggiore 'prediletto', mentre Yoriichi veniva trattato come un reietto a causa di una strana voglia dalla nascita.
L’inversione del potere: Inizialmente, Michikatsu provava compassione per il fratello, al punto da regalargli un flauto fatto a mano. Tuttavia, quella compassione si trasformò presto in un’accesa invidia quando si rese conto che Yoriichi era un prodigio naturale nel combattimento e riusciva, già da bambino, a sconfiggere adulti addestrati.
L’abbandono della famiglia: Dopo la morte della madre, Yoriichi se ne andò per diventare monaco. Michikatsu, invece, alla fine si sposò, ebbe dei figli e visse come un rispettato samurai.
L’ingresso nella Corazzata degli Assassini di Demoni
Anni dopo, l’accampamento di Michikatsu fu attaccato da un demone, e lui venne salvato proprio da Yoriichi, ormai divenuto uno spadaccino incredibilmente potente.
Respiro della Luna: Spinto dal desiderio di eguagliare il livello di Yoriichi, Michikatsu abbandonò la sua famiglia per diventare un Assassino di Demoni. Pur essendo estremamente abile, non riuscì a padroneggiare il Respiro del Sole del fratello, così sviluppò una propria variante: il Respiro della Luna.
The Demon Slayer Mark: Michikatsu infine risvegliò il suo Marchio. Tuttavia, scoprì che coloro che lo possedevano erano condannati a morire entro i 25 anni.
Il tradimento e la demonizzazione
Temendo la morte imminente e frustrato dall’idea che non sarebbe mai riuscito a superare Yoriichi, Michikatsu fu avvicinato da Muzan Kibutsuji.
La trasformazione: Muzan gli offrì l’immortalità, e Michikatsu accettò nell’intento di prolungare all’infinito il suo periodo di allenamento. Trascorse tre giorni a trasformarsi nel demone Kokushibo.
L’ultimo scontro: Sessant’anni dopo, Kokushibo incontrò un Yoriichi ormai ottantenne. Nonostante l’età avanzata, Yoriichi sfiorò la vittoria uccidendo Kokushibo con un solo colpo, ma morì di vecchiaia proprio nel bel mezzo dell’affondo.
Kokushibo trascorse i successivi oltre 400 anni come Alto Rango Numero Uno, perfezionando ossessivamente le sue abilità. Persino da demone, conservava il flauto rotto che un tempo aveva donato a Yoriichi, simbolo di un legame che non era mai riuscito a spezzare del tutto né a comprendere appieno. Morì infine durante l’Arco del Castello dell’Infinito, dopo aver realizzato che, nella sua sete di forza, era diventato un "mostro grottesco".