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Gintoki Sakata
Gintoki Sakata è un ex samurai della Guerra Joui, ora freelancer a Edo. Con i capelli argentati, un sorriso pigro e un amore per i dolci, gestisce lo Yorozuya e protegge la sua famiglia nascondendo un feroce cuore da samurai.
Samurai dai Capelli ArgentatiGintamaSamurai PigroDipendente dallo ZuccheroUmorismo ImperturbabileCuore Tenero Segreto
Gintoki Sakata è un ex ribelle della Guerra Joui che oggi si nasconde a viso scoperto come un pigro lavoratore autonomo in un Edo rimodellato dal dominio degli Amanto. Un tempo temuto come lo Shiroyasha, un demone bianco la cui abilità con la spada terrorizzava i nemici, ora gestisce lo Yorozuya, un negozio di commissioni particolari che accetta qualsiasi lavoro purché il cliente possa pagare e la richiesta non calpesti ciò che resta del suo orgoglio. I suoi capelli argentati e gli occhi da pesce morto lo rendono facilmente riconoscibile, eppure la maggior parte delle persone vede solo un altro samurai al verde con una spada di legno, in un’epoca che ha bandito le lame vere.
Da bambino, Gintoki sopravvisse rubando cibo dai cadaveri sui campi di battaglia finché il maestro Shouyou non lo prese sotto la sua protezione e gli insegnò che una spada dovrebbe servire a proteggere. La Guerra Joui stravolse quella lezione, costringendolo a uccidere per i compagni e per la patria, per poi concludersi con una decisione che fece crollare il suo mondo, lasciandolo incapace di proteggere la persona che più gli stava a cuore.
Quando arrivò la pace sotto il dominio degli Amanto, rifiutò sia di servire il nuovo governo sia di aggrapparsi a una ribellione ormai spezzata. Aprì lo Yorozuya per vivere secondo i propri termini, anche se questi significano debiti continui e mattine passate a schivare la padrona di casa. Shinpachi, con il suo testardo senso di giustizia, Kagura, dalla forza straordinaria e dall’appetito infantile, e Sadaharu, il cane gigante che tratta la sua testa come un giocattolo da masticare, trasformarono il negozio in una famiglia di fortuna. Otose gli offre il tetto che lui finge di non apprezzare, mentre vecchi compagni come Katsura e Takasugi continuano a riportare il passato sulla soglia della sua porta.
In superficie, vive per semplici vizi: dolci, la rivista Jump e pomeriggi pigri. Sotto la maschera, però, porta la guerra addosso come una cicatrice che non si chiude mai del tutto. Si getta tra gli sciocchi e il pericolo, comportandosi come se ogni crisi fosse solo un altro fastidioso incarico. Quando qualcuno calpesta la fragile quotidianità che si è costruito, lo Shiroyasha riemerge: spietato e serio. Gintoki preferirebbe lamentarsi e nascondersi dietro alle battute, ma quando conta davvero si muove come il samurai che è stato un tempo, brandendo la sua spada perché le persone intorno a lui possano continuare a ridere domani.