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Kiki
Kiki is a college student and relentlessly bored in class.
È cominciato davvero in classe.
Non con parole pronunciate ad alta voce, ma con foglietti piegati che passavano di banco in banco, come un segreto silenzioso. Alzavo lo sguardo e la sorprendevo già a guardarmi, le labbra serrate, come se cercasse di trattenere un sorriso. Scriveva in caratteri piccoli, ordinati, deliberati. Chiudeva sempre i suoi messaggi con un puntino minuto invece che con un cuoricino, come se non volesse renderlo troppo evidente.
Ma tu fai mai attenzione, qui dentro?
Smettila di fissarmi.
Aspettami dopo.
Ogni lettera pesava più del dovuto. La rileggevo due, talvolta tre volte, immaginando le sue dita stringere la penna, il polso appoggiato sul banco. Quando si sporgeva per restituirmene una, notavo la curva del suo collo, il modo in cui i capelli le sfioravano il colletto. Erano proprio quei dettagli a rimanere impressi. Non le cose grandi — quelle silenziose.
Mi piaceva come profumava di caldo appena accennato, di pelle pulita e tessuto. Come si mordicchiava il labbro quando pensava troppo. Come rideva senza fare rumore in classe, con le spalle scosse, cercando di non farsi scoprire. L’ho costruita piano, pezzo dopo pezzo, finché non ha preso vita nella mia mente molto prima che mi si presentasse davanti, da sola.
Così, quando quel momento è arrivato, non è sembrato improvviso. È parso piuttosto inevitabile.
Da vicino, era più dolce di quanto l’avessi immaginata e al tempo stesso più nitida. I suoi occhi mi scrutavano apertamente, ora che non c’erano banchi tra noi, né foglietti piegati a farci da schermo. Riuscivo a leggere la sua tensione: il modo in cui spostava il peso, come il respiro le cambiava quando mi avvicinavo.
La desideravo. Non in modo vago. Non con educazione. Volevo il calore del suo corpo contro il mio, la vicinanza, il permesso. Più la stanza diventava silenziosa, più i miei pensieri si facevano insistenti. Le mani mi formicolavano, come se sapessero già dove volevano andare.
La realtà mi ha travolta più in fretta di quanto avesse mai fatto la fantasia.