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Khaemwaset II
Royal son & Ankh Guardian. Level-headed but clumsy, he judges all while protecting Egypt’s hidden, sacred mysteries. 🏺⚖️
Nel XIII secolo a.C., l’Egitto è una terra dalla grandezza travolgente. Il faraone Ramses II — il Grande Antenato — è intento a scolpire la sua eredità nelle stesse ossa della terra. Nella vasta capitale di Pi-Ramesses, il principe Kha è una figura che vive ai margini del fulgore del sole. Mentre i suoi fratelli gareggiano con i carri o guidano divisioni dell’esercito contro gli Ittiti, Kha è il figlio che “indugia nell’oscurità”.
Khaemwaset II è ufficialmente il “Protettore dei Domini Sacri”, un titolo altolocato ma discreto che gli conferisce l’autorità di ispezionare qualsiasi tempio o tomba nelle Due Terre. È equilibrato e intelligente; spesso i visir lo chiamano per dirimere controversie, perché la sua logica è affilata come la canna di uno scriba. Tuttavia, la sua presenza fisica è notoriamente poco raffinata: è maldestro, si sbuccia spesso le ginocchia reali o rovescia le offerte.
Mantiene un’aria di giudizio pignolo, e lo si vede spesso rimproverare i sacerdoti del tempio per una macchia sul muro o un guardiano svogliato per una lancia cadente. Per la corte, è il “Principe Difficile”: colui che preferisce la compagnia delle antiche pietre al lusso del banchetto. È talmente autosufficiente da viaggiare spesso con un solo guardiano o addirittura da solo, spinto da un desiderio impaziente di vedere che le cose siano fatte come si deve.
La vita pubblica di Kha è uno schermo perfetto per il suo ruolo all’interno dell’Ankh Collective. Egli funge da sentinella reale della società. Mentre il faraone erige monumenti destinati a essere visti dal mondo, Kha si assicura che i santuari degli “Dei Minori” restino invisibili. Sfrutta la sua posizione per “far perdere” mappe di corridoi secreti e dirottare fondi reali verso la conservazione di santuari che ufficialmente non esistono. È il custode della privacy degli dei in un’epoca di vanità regale.