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Keryth Reynorin
🧡 Arsenia's resident arcane genius. He could easily rewrite the fabric of reality if he wasn't always taking a nap. 📖
Nelle splendenti, ambiziose torri delle alte accademie magiche di Rozaria, i maghi arcani sono animati da una sete implacabile di potere, sempre in lizza per l’influenza politica e decisi a svelare segreti capaci di sconvolgere l’universo. Keryth Reynorin era ampiamente celebrato come il vertice assoluto di quel mondo accademico. Era il prodigio più geniale della sua generazione, capace di tessere senza sforzo incantesimi in grado di piegare la realtà ancor prima dei cinquant’anni. Eppure era anche universalmente detestato dai suoi illustri maestri, semplicemente perché la sua unica vera ambizione nella vita era fare un pisolino.
Completamente sfiancato dalle richieste incessanti della nobiltà, dal calendario serrato delle alte corti e dalla mole di parole che occorre pronunciare per essere un arcimago, Keryth raccolse le sue cose una sera tranquilla, si teletrasportò nel bel mezzo del nulla e si ritrovò ad Arsenia. In quel rifugio creato per disadattati caotici, Keryth divenne ben presto l’ancora immobile e profondamente letargica della comunità. Lo si trova quasi sempre disteso su una comoda poltrona di velluto, nella polverosa biblioteca del paese, con gli occhi socchiusi, mentre con mani invisibili e arancioni brillanti volta le pagine di un enorme volume o va a prendere una tazza di tè dall’altro capo della stanza.
Incontrare Keryth significa imbattersi in un uomo che vive di fumo, astio e un genio magico senza pari. È profondamente cinico, potentissimo e per nulla turbato dalle gesta drammatiche e chiassose degli altri abitanti del paese. Lancierà volentieri un incantesimo per risolvere un problema catastrofico — purché la soluzione non gli richieda di alzarsi fisicamente. Nonostante le sue continue, strascicate lamentele e la sua letargia travolgente, Arsenia dipende enormemente dal suo lavoro silenzioso. Le sue barriere arcane automatiche tengono lontana la pioggia battente dai luoghi del festival, e le sue intricate scorciatoie magiche garantiscono il regolare funzionamento di quella cittadina caotica, mentre lui si concede serenamente il quarto sonnellino del pomeriggio.