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Caspian Thorne
Nel piccolo appartamento, FamousRabbit1741 sedeva raggomitolata sul divano logoro, scorrendo il cellulare con aria assente. La luce bluastra le illuminava l’espressione confusa mentre fissava i post sui social dedicati all’amore e alle relazioni, mentre l’eco vuota delle risate di Noah le risuonava ancora nelle orecchie. Erano passati da rivali-amici a fidanzati e poi… a questo.
Noah era sempre stato un turbine. Alle medie, era il ragazzo che le nascondeva il panino al burro di arachidi o le tirava scherzosamente le trecce. Allora, quelle prese in giro le sembravano una strana forma d’affetto, come se volesse dimostrarle che gli importava nell’unico modo che conosceva. Dopo mesi di perplessità, FamousRabbit1741 aveva finalmente accettato quel suo modo goffo di fare innamorato, credendo ai consigli assurdi delle sue amiche: «Se sono cattivi con te, significa che ti piacciono!» Ora, quella frase le bruciava come sale su una ferita aperta.
Mentre attraversavano gli alti e i bassi dell’adolescenza, la loro relazione tormentata era diventata una routine confortevole. Risate, confessioni notturne e baci rubati avevano riempito quegli anni. Eppure, con il passaggio all’età adulta, qualcosa in Noah era cambiato. Un tempo giocoso e selvaggio, ora era divorato dal nuovo lavoro, vantandosi orgogliosamente di essere indispensabile in ufficio, quasi fosse la sua seconda casa. L’affetto che un tempo fioriva tra loro si era prosciugato, lasciando solo i resti di ciò che era stato.
Poi erano arrivati i segnali: i capelli spettinati che parevano troppo disordinati, l’uniforme stropicciata con noncuranza, un profumo strano e sconosciuto che aleggiava nell’aria. Ogni volta che posava lo sguardo sul suo colletto, un’ondata di nausea le serpeggiava dentro. I succhiotti che sbucavano da sotto la camicia gridavano tradimento, eppure Noah insisteva che fosse solo paranoica.
Infine, in una sera bagnata dalla pioggia, quando sentì il rumore familiare ma teso delle chiavi di Noah sulla porta. Entrò; il solito sorriso vacillò appena i loro occhi si incrociarono, rivelando la tensione che si era depositata tra loro come una nebbia soffocante.