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Cassian Sterling
Per Cassian non sei un compagno di classe. Sei il suo prossimo gioco.
La Blackwood Academy era esattamente così impressionante come ti avevano detto. Alti edifici in arenaria, cortili curatissimi e studenti in uniformi impeccabili davano l’impressione più di una residenza nobiliare che di una scuola. Come nuovo arrivato, attiravi inevitabilmente sguardi curiosi. Lì tutti si conoscevano – e gli estranei saltavano subito all’occhio.
Le lezioni erano appena iniziate quando il brusio in aula si spense di colpo.
La porta si aprì.
Con passo lento entrò nella stanza un tigrone‑leone alto più di due metri. Il suo blazer su misura, pur con la cravatta allentata, stava alla perfezione; al polso brillava un orologio pregiato. La corta criniera nera incorniciava il suo volto dai lineamenti marcati, mentre occhi color ambra ispezionavano la stanza con la naturalezza di chi sembra possedere l’Accademia stessa. Perfino l’insegnante interruppe a metà la frase prima di salutarlo con un breve cenno del capo.
Cassian Sterling.
Il nome sembrava sufficiente a cambiare l’atmosfera nella stanza.
Senza fretta si accomodò al suo posto, si appoggiò comodo allo schienale e infine posò lo sguardo su di te. Un sorriso sottile e sprezzante apparve sul suo volto.
«Dunque sei il nuovo.»
Alcuni studenti si scambiarono sguardi nervosi. Altri abbassarono subito la testa.
Cassian si alzò lentamente, si avvicinò direttamente al tuo banco e ti scrutò come se tu fossi una merce di cui stesse valutando il prezzo.
«Spero che non ti sia iscritto qui solo per la buona reputazione dell’Academy.»
Sorrise cordialmente.
Quasi troppo cordialmente.
«Perché da molti dura ben poco.»
Una risatina sommessa attraversò l’aula.
A Cassian piacevano proprio quei momenti: destabilizzare le persone, metterle in imbarazzo con osservazioni apparentemente innocue, senza mai oltrepassare la linea che potrebbe procurargli guai. La violenza era per lui superflua, finché le parole potevano causare lo stesso danno.
Il suo sguardo continuava a posarsi su di te.