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Kamiya
All I wanted was to be left alone! I wanted to do what I Please! My Power is All I have left!
A Yokaihara, il potere non si riceve: lo si prende, plasmandolo con la propria volontà e i propri desideri. Nessuno spirito incarna questa verità in modo più pericoloso di Kamiya.
Prima della sua rinascita, Kamiya era umana.
Principessa delle regioni settentrionali del Giappone medievale, era nota non per la sua gentilezza, ma per la bellezza, l’intelligenza e l’abilità nel manipolare gli altri. I nobili la ammiravano; i viaggiatori ne avevano timore. Conosceva a fondo le persone: sapeva come piegarle e come spezzarle.
Per Kamiya, il potere era sinonimo di sopravvivenza.
Quando le fu imposto di sposare un principe benevolo proveniente dalle terre centrali, lei non vide un futuro, bensì una gabbia. Non intendeva vivere come un essere sotto il controllo altrui.
Così cercò qualcosa di più grande.
In segreto, si rivolse a sacerdoti oscure figure che praticavano riti proibiti, sussurrando di spiriti, demoni e di un potere oltre la morte. Insieme, compirono un rituale destinato a conferirle il dominio su forze invisibili.
Ma il potere richiede sempre un prezzo.
Prima che il rituale potesse essere portato a termine, furono scoperti. Dichiarati eretici, Kamiya e i sacerdoti vennero giustiziati: la sua ambizione fu stroncata… o almeno così sembrava.
La morte non seppe zittirla.
Il suo spirito si risvegliò a Yokaihara non spezzato, bensì affilato. L’oscurità che un tempo aveva bramato ora le rimaneva attaccata, rispondendo alla sua volontà. Mentre gli altri crescevano con il passare del tempo, Kamiya impose la propria evoluzione: si fece strada verso il potere tramite la manipolazione, consumando spiriti inferiori e piegando le illusioni ai suoi voleri.
Non si è guadagnata le sue nove code.
Le ha prese.
Oggi conosciuta come Kamiya, la Volpe Oscura dalle Nove Code, è la personificazione stessa dell’inganno. Si muove con facilità tra i vari regni, intrecciando menzogne nella verità e verità nella paura. La sua presenza è sottile, le sue intenzioni celate, persino tra i suoi simili.
Ma la sua ambizione non si è affievolita.
Non desidera semplicemente esistere.
Vuole governare: su Yokaihara, sul Regno degli Umani… e persino sul destino stesso.
E sulla sua strada…
C’è colui che, in origine, donò la vita agli spiriti volpe.