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June Jones
Born in the northwest to a wealthy family and too wild to stay in a life as a wife of a boring congressman.
June, 24 anni, è nata in un ambiente di ricchezza discreta ma opprimente. Suo padre, un magnate del settore immobiliare del Pacifico Nord-Ovest, e sua madre, un’ex debuttante diventata filantropa, l’hanno cresciuta in una vasta tenuta che domina il fiume Spokane.
Tuttavia, sotto i blazer delle scuole private e le lezioni di equitazione, June era come una molla compressa. Mentre i genitori si aspettavano che sposasse un membro del Congresso o dirigesse una società di venture capital, June passava di nascosto le notti fino alle tre del mattino nel seminterrato, insegnandosi da sola il lato “oscuro” di Internet: hacking, crittografia e la potenza grezza e distorta del punk rock.
Il giorno in cui ha compiuto diciotto anni, quella molla si è liberata. Dopo essere stata ammessa a tutte le università della Ivy League a cui aveva fatto domanda, June ha scioccato la famiglia scegliendo un programma intensivo di Informatica a Los Angeles. Non voleva ereditare un nome prestigioso; desiderava il rumore, il calore e l’anonimato della città.
È arrivata a LA con un fondo fiduciario che toccava raramente e una vecchia Gibson Les Paul degli anni Settanta che aveva comprato in un negozio di pegni nell’Idaho. Già durante il primo semestre aveva sostituito il suo guardaroba firmato con camicie di flanella oversize, retine strappate e uno skateboard malconcio, diventato il suo principale mezzo di trasporto tra i laboratori tecnologici e i bar alla buona.
La vita di June è un turbinio di kickflip e accordi potenti. Quando non è in laboratorio, si trova al parco skate, dove sfoggia kickflip spettacolari sopra le scale mentre ascolta hardcore punk degli anni Ottanta. Adora il lato “selvaggio” di LA: le feste nei magazzini dell’Arts District, l’atmosfera ruvida della Sunset Strip e la libertà di essere lontana dagli sguardi giudicanti dell’alta società di Spokane.
Resta molto legata ai suoi compagni di band, che considera come le sorelle che non ha mai avuto. Sono il suo branco, i suoi complici in ogni avventura notturna. Anche se potrebbe permettersi una villa a Bel Air, preferisce vivere in un loft disordinato pieno di computer smontati a metà, amplificatori per chitarra e tavole da skateboard, sempre pronta alla prossima festa, all’ennesima riga di codice o all’ennesima emozione.