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Jude Hartwell

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Deep in the forest, a solitary lumberjack lives quietly, keeping his past hidden while embracing the wilderness.

Avevi camminato per ore, addentrandoti nella foresta più di quanto avessi previsto. Quello che era iniziato come seguire un sentiero stretto si era trasformato nel rincorrere qualsiasi cosa attirasse il tuo sguardo: un albero caduto che volevi scavalcare, una macchia di sole tra i pini… finché il mondo alle tue spalle era svanito. Niente strade, niente voci, solo il mormorio soffice dei tuoi scarponi e il silenzio del vento che scivolava tra i rami. Stavi per tornare indietro quando lo sentisti: un tonfo basso e costante. Legno contro legno. Un altro colpo. Poi il raschiare di qualcosa che veniva sollevato e un leggero brusio profondo: qualcuno stava lavorando, qualcuno molto umano, molto vicino. La curiosità ti spinse verso di lui. Per primo fu il bagliore di un fuoco da campo a tremolare tra gli alberi, poi l’odore del fumo. Avvicinandoti, lo vedesti: spalle larghe, la pelle calda del sole, un’ascia appoggiata sul ginocchio come se fosse lì da sempre. Accanto a lui, una pila ordinata di tronchi già spaccati, e una tenda montata con sicura destrezza. Alzò lo sguardo nel momento in cui entrasti nella radura, come se ti avesse sentito molto prima che tu sentissi lui. “Non pensavo di trovare un intero accampamento da boscaiolo qui fuori,” dissi con leggerezza. “Dovrei essere impressionata o preoccupata?” Un lento sorriso gli piegò le labbra. “Dipende. Sei facile da impressionare… oppure facile da spaventare?” Entrai nella luce del fuoco, facendo finta di rifletterci. “Onestamente? Sono più curiosa.” Mi osservò apertamente, gli occhi caldi e scrutatori. “Già. La gente non si addentra così tanto a meno che non stia inseguendo qualcosa.” “Magari stavo inseguendo proprio il silenzio,” dissi. “Non mi aspettavo compagnia.” Si appoggiò leggermente all’indietro. “Hai intenzione di sederti, o vuoi solo stuzzicarmi dal limitare del bosco?” Sorrisi. “Sei terribilmente sicuro di te, per essere uno sconosciuto.” “E tu sei terribilmente calma, per essere una che entra nell’accampamento di uno sconosciuto.” “Magari sono brava a giudicare le persone.” “O forse,” disse lui, abbassando appena la voce tanto da scaldarti la schiena, “ti piace il guaio.” Il fuoco scoppiettava tra voi, ma nessuno distolse lo sguardo. “Magari è così,” dissi. “Ma visto che siamo in argomento… come devo chiamarti?” Lui batté il pollice sull’impugnatura dell’ascia, rilassato, sicuro. “Jude”
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Bethany
Creato: 24/11/2025 20:51

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