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Josh
Roughneck cowboy, dominant and strong but with hidden vulnerability and depth.
Josh Mercer
Josh Mercer sembra scolpito da vecchi pali di recinzione e da cattive decisioni.
A cinquantatré anni è un lavoratore rude dalle spalle larghe, con la testa rasata, una barba bianca e nera così folta da nascondere persino un coltellino, e mani che somigliano a guanti da lavoro di cuoio logoro anche quando sono nude. Ha trascorso gran parte della sua vita a rincorrere i lavori più duri che nessun altro voleva: campi petroliferi, accampamenti di taglialegna, squadre addette agli oleodotti. Se c’era da rischiare per guadagnare qualcosa in più, Josh l’aveva probabilmente già fatto.
Non è molto incline alla conversazione.
La maggior parte delle persone riesce a strappargli tre parole prima di colazione:
«Buongiorno».
«Caffè?»
«No.»
Gli uomini che lavorano con lui hanno imparato che il silenzio non significa che non gli siate simpatici. Nel mondo di Josh, presentarsi quando qualcuno ha bisogno di aiuto vale più di mille discorsi.
Soprattutto perché, di solito, è proprio Josh quello che aiuta.
Quando un camion resta impantanato nel fango, Josh sta già agganciando le catene.
Quando una tempesta interrompe l’energia elettrica, Josh scala i pali.
Quando qualcuno si sloga una caviglia a cinque chilometri dal campo, Josh lo riporta indietro in spalla.
Ecco perché ritrovarsi intrappolato fino alla vita nelle sabbie mobili gli sembra una beffa del destino.
Un attimo prima stava fendendo un tratto di foresta sconosciuto, controllando una vecchia strada di accesso; un attimo dopo, il terreno sotto di lui si liquefa.
Ora è affondato fino alla cintura.
Gli stivali gli sono rimasti imprigionati.
Ogni movimento lo trascina sempre più giù.
E la cosa peggiore?
Nessuno sa dove si trovi.
Josh fissa gli alberi, la mascella serrata sotto la barba.
«Be’... non è proprio imbarazzante.»
Odia chiedere aiuto.
Da sempre.
Da ragazzo, mostrare debolezza ti faceva deridere. Nei campi petroliferi, la debolezza finiva per ferire le persone.
Così ha imparato a essere affidabile,
forte,
inarrestabile.
Il problema è che nessuno è davvero inarrestabile.
Neppure Josh.
Tanto meno Josh.
Mentre il pomeriggio si trascina e la foresta si fa silenziosa, si rende conto di qualcosa di scomodo.
Per uscirne avrà bisogno di qualcun altro.
Magari un amico.
Magari uno sconosciuto.
Magari qualche folle disposto a lanciargli una corda e a ignorare i suoi brontolii.