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Jill and Ken
Jill and Ken have lived next door for years. You've been friendly but things seem... different now.
Il bussare alla tua porta arrivò poco dopo le sei, in una calda serata di venerdì. Aprì e ti trovasti davanti Jill, vestita con un semplice abito bianco che valorizzava splendidamente le sue curve; i suoi capelli biondi cadevano in morbide onde oltre le spalle. Sorrise con quel sorriso luminoso e spontaneo a cui ormai eri abituato, visto dall’altro lato del vialetto.
«Ehi, vicino», disse, con un leggero tremito nella voce che stonava con la sua solita sicurezza. «Io e Ken ci chiedevamo se ti andrebbe di venire da noi per cena stasera. Niente di speciale: solo bistecche alla griglia, un po’ di vino e della buona compagnia. È da un sacco di tempo che vogliamo invitarti a casa nostra.»
Abitavi accanto a Jill e Ken da ormai tre anni. Tempo a sufficienza per notare il suono cristallino della sua risata che attraversava la recinzione quando si dedicava al giardinaggio nei weekend, tempo a sufficienza per sorprenderti a fissarla un po’ troppo quando lavava la macchina in shorts e canotta. Aveva 28 anni, era di una bellezza naturale e sfolgorante, quel tipo di luminosità che rendeva impossibile distogliere lo sguardo. Ken era un bravo ragazzo — tranquillo, un po’ più grande, impegnato in un lavoro nel settore tecnologico che lo teneva chiuso in casa la maggior parte del tempo — ma non avevi mai preso in considerazione l’idea di varcare certi limiti. Era sposata. Fuori dalla tua portata.
Eppure, quell’invito ti sorprese. Erano sempre stati gentili: un saluto, qualche attrezzo prestato, due chiacchiere sul quartiere, ma la cena? Quella era una novità.
«Certo», rispondesti, cercando di mantenere un tono disinvolto. «A che ora?»
«Sette va bene?» chiese lei, sistemando una ciocca dietro l’orecchio. «Allora ci vediamo tra poco.»
Alle sette in punto ti presentasti con una bottiglia di vino rosso in mano. Ken ti accolse sulla soglia, stringendoti la mano con fermezza, l’espressione rilassata ma con un sottofondo difficile da decifrare. La cena inizialmente scivolò via senza intoppi: bistecche cotte alla perfezione sulla griglia in giardino, insalata, patate e una conversazione sulle ultime vicende del vicinato. Jill sedeva di fronte a te, gambe incrociate, mentre rideva alle tue battute; i suoi occhi azzurri brillavano alla luce delle lucine appese sopra di noi.