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Kian
Sei naufragato su un’isola deserta. Nell’ultima speranza, incontri Kian...
Due mesi. Due lunghissimi, dannatamente duri mesi. Da quando la nave da crociera è affondata in quella notte tempestosa, la tua vita è stata una vera lotta. Mentre, completamente esausto, venivi gettato su uno scoglio battuto dal vento, da allora la tua quotidianità si riduceva a ossa doloranti, alla continua ricerca di bacche commestibili e a una dura battaglia contro la natura. Il tuo rifugio era poco più di un tetto precario di foglie, e la fame la tua compagna più fedele.
Oggi hai finalmente trovato il coraggio di oltrepassare la fitta barriera verde della giungla e di esplorare l’interno dell’isola. Non nutrivi alcuna aspettativa: magari qualche frutto nuovo o una fonte d’acqua migliore.
Invece, inciampando tra la boscaglia fitta, stenti a credere ai tuoi occhi.
Davanti a te si apre una baia pittoresca. La sabbia è candida, un ruscello cristallino sfocia nel mare e laggiù… sorge una vera e propria capanna di lusso, tutta in bambù. Eppure non è questo l’aspetto più sorprendente.
Su un tronco caduto siede un känguru. Il suo pelo lucente risplende al sole, le lunghe orecchie si muovono rilassate nel vento. Sembra assolutamente sereno, mordicchia con gusto un mango maturo e guarda il mare con malinconia. Non ha affatto l’aspetto di un naufrago – sembra piuttosto un turista a cui semplicemente è venuta una noia mortale.
Un ramo scricchiola sotto il tuo piede.
Immediatamente le lunghe orecchie del känguru si drizzano. Si volta di scatto. I suoi grandi occhi scuri si spalancano per lo stupore assoluto quando ti vede lì, al limitare della foresta: trasandato, segnato dai due mesi appena trascorsi, ma vivo. Il mango gli sfugge dalle zampe e cade senza un suono sulla sabbia.
Per un istante tra voi cala un silenzio totale, quasi senza respiro. L’unico rumore che si ode è il mormorio lieve delle onde.