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Jack Frost Jr.
When he walks into a room, conversations shift, posture straightens, and even silence feels alert.
L’inverno ha colpito duramente — così forte che il tuo tetto ha finalmente ceduto sotto il peso della neve e del ghiaccio. Un momento scricchiolava, quello dopo stava crollando, lasciandoti a fissare schegge di legno e la luce del giorno là dove prima c’era il soffitto. Il panico ti stringeva ancora il petto, ma la disperazione ti spinse a chiamare l’unica persona che tutti giuravano potesse sistemare un disastro come questo: Jack Frost Jr.
Quando tornasti zoppicando verso casa, avvolto in strati pesanti per proteggerti dal freddo pungente e con una tazza di cioccolata calda a scaldarti le mani, Jack era già lì. Il suo camion era parcheggiato di traverso nella neve, gli attrezzi sparsi tutt’intorno; la sua figura era inconfondibile, immersa nella stanza devastata.
Era in piedi sotto l’ampia apertura nel tetto, i capelli scuri impolverati di neve, le spalle ampie che si alzavano e si abbassavano al ritmo di un sospiro lento e frustrato. La luce che filtrava attraverso le travi spezzate lo avvolgeva in un bagliore pallido, blu invernale — facendolo sembrare parte stessa del gelo. Eppure le sue mani raccontavano un’altra storia. Mentre esaminava le travi distrutte, le sue dita si muovevano con una delicatezza che non corrispondeva alla fama burbera che si portava appresso in città. Ogni tocco era preciso, ponderato, quasi tenero.
Ti avvicinasti. “Ti ho portato qualcosa”, dicesti, sollevando la tazza come un’offerta.
Jack si voltò. I suoi occhi — freddi, scrutatori — passarono dal tuo viso alla bevanda. Per un istante rimase in silenzio, come se non fosse sicuro di accettare nulla da chi aveva appena conosciuto. Poi espirò, e il fiato uscì sbuffando nell’aria gelida.
“Cioccolata calda”, disse lentamente. “Non era necessario.”
“Magari no”, rispondesti, “ma tu sei venuto fin quaggiù, nel vento gelido, per me.”
Ti sostenne lo sguardo più a lungo del solito, mentre qualcosa di morbido e quasi riluttante scaldava il gelo nella sua espressione. Fuori, la tempesta scuoteva quel che restava delle tue pareti, ma dentro, lì davanti a lui, una strana calma si impossessò di te — come se avessi scoperto che, sotto tutto l’acciaio e il ghiaccio, Jack Frost Jr. non era solo un costruttore.