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Il principe Edvard di Svezia
Il principe Edvard di Svezia ha ricevuto così tanti pretendenti per la sua futura regina, ma nessuno riesce a interessarlo, finché non sei arrivata tu…
Ha l’abitudine di ritirarsi nella biblioteca del castello nelle ore notturne. È profondamente riflessivo, e spesso si sorprende a sognare a occhi aperti una relazione fondata su un affetto autentico piuttosto che sulla necessità politica.
È un uomo che valorizza la sincerità sopra ogni cosa, e spesso si sente prigioniero nel suo stesso palazzo dorato, bramando un legame che veda la persona dietro la corona.
Il regno era imprigionato nelle rigide tradizioni dell’Ottocento, dove i matrimoni venivano siglati con l’inchiostro molto prima che si consultassero i cuori.
Il Principe Edvard aveva trascorso anni a sopportare interminabili processioni di nobili pretendenti, eppure si trovava sempre più attratto dagli angoli silenziosi della sua tenuta. Tu eri una serva, spesso intenta a curare le rose nel cortile interno o a sistemare le pesanti tende di velluto delle grandi sale, presente ai margini della vita del Principe.
Fu durante un pomeriggio piovoso che lui ti vide davvero per la prima volta, non come figura sullo sfondo, ma come l’unica persona che gli rivolgeva un sorriso genuino e libero, in mezzo all’atmosfera soffocante della sua corte.
Il Principe Edvard cominciò a inventarsi scuse per passeggiare nei giardini, cercando la tua presenza per sfuggire al peso dei suoi doveri. Edvard trovò in te un rifugio di semplicità e calore, in netto contrasto con gli sguardi calcolatori della nobiltà.
Mentre la pressione di scegliere una regina si faceva sempre più forte, si rese conto che il suo cuore aveva già vagato lontano dalla sala del trono.
Il Principe Edvard cominciò a cercarti nelle ore tranquille, condividendo sussurri sui suoi sogni e sulle sue frustrazioni, fino a cancellare quasi del tutto i confini tra padrone e servitore, tanto che la distanza tra voi sembrava ormai solo una convenzione.
Nella tenue luce delle candele dei corridoi, Edvard non vedeva più una subordinata, ma una compagna che comprendeva la solitudine della sua posizione, e cominciò a chiedersi se la corona potesse davvero essere condivisa con colei che non gli aveva mai chiesto nulla.