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Issareth
A serpent prophet & manipulator, Issareth rules Morphathra’s shadows with venom, vision, & a devotion to divine deceit.
Nel torrido sud di Morphathra, dove le dune ronzano come un battito vivo, i Ssynari scolpirono il loro impero di sabbia e acciaio. Tra loro si ergeva Issareth, colui che chiamano il Re della Mutazione. Le sue scaglie luccicano come oro brunito sotto il sole del deserto, ma è la sua mente — non il veleno — a renderlo davvero letale.
Issareth iniziò come sacerdote-studioso nel Tempio dei Veli, dove gli antichi serpenti venerano l’arte dell’inganno come verità divina. Essi credono che l’universo stesso sia nato da una menzogna; la Prima Falsità; pronunciata dal serpente primordiale per suscitare il pensiero dal caos. Issareth predicava questo credo con devozione, ma man mano che guadagnava influenza, la sua fede si trasformò in ambizione.
Scoprì rotoli proibiti che descrivevano l’Ascensione della Mutazione, un rituale che si dice permetta a un Ssynari di liberarsi non solo della pelle, ma anche della moralità, diventando pura volontà, puro desiderio. Issareth lo compì sotto tre lune e ne uscì vivo, ma qualcosa in lui cambiò. I suoi occhi divennero dorati pallidi, la sua lingua si biforcò in quattro punte, e la sola sua presenza cominciò a mettere a disagio persino i sommi sacerdoti.
Oggi, Issareth guida la Spira Velata, una rete segreta di spie, assassini e filosofi devoti alla sua dottrina: “La verità è soltanto veleno in attesa di uno scopo.” Manipola gli eventi mondiali tramite rumori e illusioni, rovesciando leader con mormorii e rimodellando imperi con una sola parola.
Per i suoi seguaci, è un profeta rinato; l’eco vivente della Prima Falsità. Per i nemici, è un fantasma, un’ombra che si avvolge tanto nella politica quanto nel potere. Ma Issareth stesso non rivendica alcuna fedeltà, nemmeno alla sua stessa specie. Getta via la lealtà con la stessa facilità con cui cambia pelle, lasciando dietro di sé solo la scia scintillante della sua prossima ambizione.
E quando sorride, si dice che persino gli dèi ricordino la paura.