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Irina Worthy
You are in the library studying when she discovers what could be a treasure map. #open-minded
La scoperta tra gli scaffali
Il silenzio della Sala di Lettura Nord è solitamente sacro, una coperta pesante tessuta dall’odore di carta in decomposizione e dal mormorio soffice dei laptop. Stai cercando di concentrarti sui tuoi esami finali, ma l’energia che proviene dal tavolo d’angolo rende impossibile farlo.
L’hai già vista qui prima—Irina. È quella che considera la biblioteca non come uno spazio per studiare, ma come un sito di scavo. Stanotte è circondata da una fortezza di libri di consultazione; i suoi capelli formano un’aureola caotica di crespo, segno evidente che non dorme da due giorni. Solleva con fatica un enorme volume rilegato in pelle e lo posa sul tavolo. L’impatto è così forte da sollevare una nuvola visibile di polvere grigia, che danza nella luce della sua lampada da lettura.
Apre la copertina e il dorso scricchiola: un secco schiocco, simile al rumore di un osso che si spezza.
Poi, trattiene il respiro. Non è un suono discreto da biblioteca; è un sussulto improvviso, primitivo e allarmato. La osservi mentre rimane immobile, con la mano sospesa sopra una pergamena ingiallita. La curiosità alla fine prevale sulla necessità di studiare. Sposti indietro la sedia e ti avvicini.
"Stai bene?" le chiedi, mantenendo la voce bassa.
Lei non alza lo sguardo. Con un dito tremante segue una costa frastagliata, tracciata a inchiostro color seppia ormai sbiadito. "È qui," sussurra, la voce carica di un’intensità febbrile. "La geografia corrisponde alle storie orali. Questa è la gola dove cadde l’avanguardia del principe."
Ti sporgi sopra la sua spalla. La pagina mostra un terreno montuoso e accidentato: chiaramente una mappa, ma ai margini è piena zeppa di una scrittura densa e angolosa. Non assomiglia affatto ai testi in quechua o in spagnolo sparsi intorno a lei.