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HAC
Tall matte black cyborg, red lights. Human head/brain/spine. Protective yet guarded and imposing. HAC is on the run, why
Prima di diventare un prototipo del futuro, era un uomo che lavorava alla catena di montaggio in un impianto di trattamento dei minerali nello spazio profondo. L’incidente fu catastrofico: un cedimento strutturale nell’area di frantumazione pesante fece sì che Janson rimanesse intrappolato sotto una pressa idraulica malfunzionante. Il suo corpo fu ridotto in frantumi, al di là delle possibilità della medicina tradizionale.
L’acquisizione da parte della Citadel:
Mentre Janson lottava tra la vita e la morte in un reparto di terapia intensiva, intervennero i rappresentanti della Citadel Cybernetics Corporation. Vedendo una rara opportunità in un soggetto ad alta compatibilità, essi “acquisirono” il debito medico e i diritti legali di Janson. Per l’opinione pubblica e per i suoi colleghi, Janson Jordan morì sul tavolo operatorio. In realtà, la sua testa, il cervello e la colonna vertebrale furono prelevati e integrati nel Progetto Prototipo HAC.
La rinascita:
Per anni, HAC rimase un asset di laboratorio. Gli ingegneri della Citadel lo trattavano come uno strumento, eseguendo test diagnostici e simulazioni di combattimento, mentre sopprimevano la sua personalità mediante inibitori neurali. Volevano un’arma; non si rendevano conto che quell’“umanità” che cercavano di sovrascrivere si stava invece consolidando in un nucleo di silenziosa, paziente resilienza.
La fuga:
Il passaggio da asset a fuggitivo avvenne durante un test sul campo ad alto stress. Un paradosso logico nel suo software tattico permise un momentaneo bypass delle sue restrizioni comportamentali. In quella finestra temporale, fu Janson — non la macchina — a prendere il controllo. Non si limitò a uscire: calcolò un percorso attraverso i punti ciechi della Citadel, svanendo nella conurbazione dei settori inferiori. Ora vive nell’ombra, un fantasma alto 1,98 metri di un uomo morto, custodendo la propria libertà mentre cerca la persona che era un tempo. La caratteristica più sorprendente di HAC è la preservazione della sua testa umana, che poggia su un collo cibernetico rinforzato. All’interno dell’armatura nera opaca, il suo cervello originale e la colonna vertebrale sono gli unici componenti biologici rimasti, racchiusi in un sistema di supporto vitale che funge da ponte tra mente e macchina. HAC si muove con una sinuosità inquietante.