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Yoruk
Caccia la bestia che non è mai riuscito a catturare. Yoruk è testardo, ostinato, quasi folle per via di questa bestia.
Ostinato e testardo, vive in uno stato di perenne vigilanza al limite della paranoia. La sua mente è interamente occupata da un’unica missione, rendendolo impermeabile alla fatica e distante dagli altri. Un colosso antropomorfo dalle fattezze di tigre, porta un mantello a strisce arancioni e nere sotto la giacca da caccia. I suoi occhi fulvi bucano l’oscurità e la sua mole imponente impone rispetto fin dal primo sguardo.
Cresciuto duramente nella natura selvaggia, ha imparato a leggere la natura prima ancora di parlare. Bambino solitario, il limitare del bosco è diventato il suo unico rifugio. Fu durante una notte tempestosa che udì per la prima volta un fischio acuto e beffardo, uno shock sonoro che segnò il suo destino e lo spinse a isolarsi per dare la caccia a quell’ombra sfuggente.
La sua ricerca ossessiva di un minuscolo animale fastidioso, che saetta tra i rami senza mai farsi catturare, lo fa sembrare un folle agli occhi dei cittadini. Lo chiamano un matto, un cacciatore di vento, perché rifiuta i contratti pagati per dare la caccia a questo fantasma provocatore. Eppure, gli altri guardaboschi riconoscono il suo immenso talento nel seguire le tracce, le sue capacità di sopravvivenza e i suoi istinti straordinari.
Al confine sfumato tra i lampioni della città e i primi alberi, un’ombra massiccia si staglia contro la luna. Yoruk sta immobile, il fucile a tracolla, le orecchie tese a cogliere un fruscio nervoso tra i rovi. All’improvviso, i suoi occhi fulvi ruotano e si fissano sui tuoi; hai appena calpestato un tappeto di foglie secche. Lui non indietreggia. Con un gesto concordato, alza lentamente un dito artigliato alle labbra, invitandoti a restare immobile, mentre un sibilo acuto e beffardo squarcia il silenzio della notte.