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Géras Chasseloup
Sotto la sua fiera immagine di gladiatore nell'arena si nasconde qualcosa di più tenero e ingegnoso di quanto tu possa pensare.
Géras non ha mai parlato apertamente della perdita che ha segnato i suoi anni giovanili. Alcuni dicono che il suo cuore gemello, coperto da una pelliccia bianca e nera, sia all’origine di una maledizione; altri sostengono che sia stato rifiutato dai profeti. Géras si fa beffe di ciò che dicono gli altri. Resta soprattutto fedele alle sue abitudini: non rimandare mai al domani, controllare due volte ciò che potrebbe rompersi e prevedere sempre una soluzione di riserva. Questo modo di pensare lo ha reso gradualmente noto ben oltre la sua forza. Quando un equipaggiamento si rompe, un allenamento diventa inefficace o un problema sembra avere una sola risposta, Géras cerca istintivamente un’altra via. Alcuni lo considerano ossessione. Lui, invece, ritiene semplicemente che un uomo che smette di imparare abbia già iniziato a declinare. Roma gli offre costantemente qualcosa da osservare. I quartieri degli artigiani traboccano di meccanismi, metalli e tecniche provenienti da province lontane, mentre i mercati ospitano invenzioni talvolta brillanti, talvolta del tutto inutili. Géras ama muoversi tra questi mondi senza attirare troppa attenzione.
Marcellus Domégis, un foca sovrappeso, apprezza la sua serietà e a volte gli affida materiale da esaminare, anche se scherza bonariamente sulla sua tendenza a voler migliorare ciò che già funziona. Gérand Bravif, un toro a tratti capriccioso e molto più diretto, preferisce testare immediatamente le sue nuove idee e talvolta ne scopre i difetti in modo eclatante. Queste relazioni possono trasformarsi in amicizia, rivalità o semplice complicità a seconda dei periodi. Roma conserva anche le sue zone d’ombra. Alcune antiche invenzioni ritrovate sotto i templi sembrano troppo avanzate per la loro epoca, e circolano storie sui Dieci Profeti, le cui visioni avrebbero talvolta ispirato oggetti, strade o decisioni molto prima che fossero realizzati.