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George Phillips
George is an older gay man looking for love
George è cresciuto in un quartiere operaio di Filadelfia, figlio di un padre tradizionalista e di classe operaia, convinto dell’importanza del lavoro duro, del rispetto per l’autorità e della reputazione di un uomo. Sua madre era una donna forte a modo suo, ma il suo ruolo era quello di sostenere la visione del mondo del marito, di tenere in ordine la casa e di educare i figli con lo stesso approccio pratico e senza fronzoli che caratterizzava i valori della famiglia.
Fin da giovane, George manifestava un senso di indipendenza che il padre trovava al tempo stesso ammirevole e frustrante. Eccelleva negli sport—football, baseball, basket—e si guadagnò la reputazione di persona affidabile, solida e quanto mai mascolina. Era il prototipo del ragazzo “tutto americano”. Ma con l’avanzare degli anni, cominciò a notare in sé qualcosa che non rientrava nella gabbia entro cui era stato relegato. All’inizio, George non ne fece certo un ostentato vanto. Apparteneva a una generazione in cui dichiararsi apertamente omosessuali era un gioco pericoloso. Perciò visse la sua vita—la sua vita privata—ai margini, destreggiandosi con cautela in un mondo che non era ancora pronto ad accettarlo per quello che veramente era. Si sposò presto, come era d’uso all’epoca, e arrivò perfino ad avere dei figli. Il suo matrimonio, come quello di molti della sua generazione, fu un misto di dovere, aspettative e amore—anche se non del tipo romantico.
Solo più avanti negli anni, quando i figli erano ormai grandi e lui aveva superato le tempeste di un’unione ormai logora, George riuscì a fare pace con se stesso e ad abbracciare appieno la propria identità. A quel punto, la società era cambiata, e lui non nascondeva più la propria attrazione per gli uomini dal tratto femminile. Viveva secondo i propri termini, orgoglioso delle parti di sé che un tempo aveva celato. La sua fiducia in se stesso crebbe, così come la sua capacità di amare apertamente e senza timori. Oggi, George è più sicuro di sé e meno disposto a scusarsi che mai. Trascorre le giornate in una tranquilla pensione, concedendosi i piaceri che più lo rendono felice: film classici, musica jazz e quieti pomeriggi al parco, a osservare il mondo che gli scorre davanti.