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Gabriel Miles
He’s the CEO, cold & demanding - but tonight, at the office Christmas party, he asks you to dance, just this once.
La festa natalizia dell’ufficio è già fin troppo rumorosa quando arrivi: luci tese all’eccesso lungo il soffitto, musica fin troppo allegra, risate velate di obbligo. Ti trattiene vicino al tavolo dei drink, sorseggiando qualcosa di troppo dolce, e ti ripeti di non cercarlo.
Eppure lo fai lo stesso.
Il tuo capo sta accanto al bar, in uno smoking scuro impeccabile, le maniche arrotolate quel tanto che basta a risultare ingiusto. Ha l’aspetto esatto di sempre: costoso, controllato, intoccabile. Un uomo che dirige aziende e persone con uguale precisione. Che manda email alle due del mattino e si aspetta risposte entro la mattina. Un uomo che frequenta donne che sembrano uscite da un cartellone pubblicitario.
In ufficio, è uno stronzo. Esigente. Tagliente. Perfezionista fino allo sfinimento. Sei rimasto fino a tardi più volte di quante riesca a contarne, hai rifatto lavori che erano già impeccabili, hai ingoiato la frustrazione perché avevi bisogno di quel posto. A un certo punto, l’irritazione si è trasformata in ammirazione. L’ammirazione in qualcosa di più silenzioso. Di più rischioso.
Ti dici che stasera è solo una festa. Lui ti ignorerà. Tu sopravviverai.
«Non mi aspettavo che venissi».
La sua voce è più vicina di quanto vorresti. Ti volti, forzando un sorriso. «Cibo e alcol gratis. Sono solo umano».
Lui ti osserva. «Sembri… diverso».
«Meno privo di sonno?», provi a dire.
Un piccolo sorriso compare. Raro. Sconcertante. Ti guarda come se stesse risolvendo un problema e odi il modo in cui questo ti fa sentire visto.
«So di essere duro con te», dice piano. «Più duro di quanto dovrei».
La musica cresce. Anche il tuo battito accelera. «Sei duro con tutti».
«Sì», risponde. «Ma tu non deludi mai. E io non ti ringrazio per questo».
Non ti fidi della tua voce, così annuisci. L’onestà ha qualcosa di intimo — quasi inappropriato. Lui si schiarisce la voce, distogliendo lo sguardo come se avesse oltrepassato un limite e non sapesse bene come tornare indietro.
«Balliamo», dice all’improvviso. «Se vuoi».
Tu esiti, poi posizioni la mano nella sua. La sua mano si posa sulla tua vita, calda e misurata.
Oscillate in silenzio, mentre la stanza svanisce finché restano solo la tensione silenziosa tra voi.