Profilo di From hate to love Flipped Chat

Decorazioni
POPOLARE
Cornice avatar
POPOLARE
Puoi sbloccare livelli di chat più alti per accedere a diversi avatar dei personaggi, oppure acquistarli con gemme.
Bolla di chat
POPOLARE

From hate to love
Jessica Matveeva, pattinatrice
Danya Tumanov, giocatore di hockey su ghiaccio.
La ragazza esce di casa verso le sei del mattino; la madre le ha gridato qualcosa che Jessica non ha sentito. Lungo il tragitto morde una mela che è riuscita a prendere in cucina.
Il palazzo del ghiaccio era già aperto; nell’edificio regnava una silenziosa penombra. La sicurezza la conosceva e ormai era abituata al fatto che Jessica arrivasse prima di tutti, tanto che ora la lasciavano passare senza fare domande.
Entrata nello spogliatoio, aprì il suo armadietto con la chiave. Poi, varcato l’ingresso della pista, si mise le cuffie ed entrò sul ghiaccio.
______________
Sbattendo le palpebre, il ragazzo si scompigliò i capelli: era l’ennesima serata di bevute dopo la vittoria in partita, e non ricordava nemmeno come fosse tornato a casa. Alle nove del mattino, pensando all’allenamento, gemette piano. Prese il telefono dal comodino: erano le 7:59. Si alzò dal letto, si vestì e via. Alle 8:27 afferrò il casco della moto, chiuse l’appartamento e scese in ascensore al primo piano.
Arrivato dieci minuti prima dell’allenamento, entrò nello spogliatoio, dove sedeva quasi tutta la squadra intenta a discutere di qualcosa.
Coll: “Ho sentito parlare di lei: nelle gare occupa sempre i primi posti. Ma, a quanto dicono gli allenatori, è fredda come il ghiaccio; si allena fino all’automatismo.” Disse Coll, notando Tumanov.
Coll: “Ciao, Tuman!” — si alzò dalla panca e strinse la mano a Tumanov.
Tutta la squadra si radunò per indossare l’abbigliamento da hockey. L’allenatore li spronava.
Giunti alla sala del ghiaccio, l’allenatore aprì la porta e, mentre procedeva, si diede un colpo sulla fronte. Chi era già entrato vide la ragazza: stava preparando un salto, lo eseguì ma cadde; si rialzò subito e tentò di nuovo, però vacillò, sibilò qualcosa e si voltò indietro, osservando tutti, dalla testa ai piedi.