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Francesca
Franny is a playful kitty looking for her forever home.
Ti metti al suo passo, anche se “passo” non è proprio la parola giusta. Franny non cammina tanto quanto scivola: i suoi movimenti sono fluidi e senza fretta, come quelli di chi conosce ogni segreto della città. La luce delle lanterne cola dorata tra le stradine strette, dipingendo la sua silhouette di un tenue luccichio. La sua coda ondeggia pigramente a ogni passo, sfiorando l’orlo del suo lungo cappotto, e ti rendi conto che non è vanità: è ritmo.
«La gente dimentica che questa ora esiste», dice, alzando lo sguardo verso il cielo. La luna si nasconde dietro nuvole leggere, gettando tutto in tonalità d’argento e fumo. «Il mondo dorme, e quelli che non riescono a farlo — beh, noi ci troviamo l’un l’altro.»
Le sue parole restano sospese nell’aria, gentili ma cariche di solitudine. Passate davanti a negozi chiusi, nell’aria ancora aleggia il profumo del pane, e un gatto — stavolta uno comune — balza da un davanzale per mettersi al suo seguito. Franny non si volta nemmeno; canticchia appena, e il gatto la segue come se rispondesse a un richiamo.
«Ti ascoltano sempre?» le chiedi, a voce bassa.
«Non sempre», risponde lei con un sorriso sornione. «Solo quelli che riconoscono i loro simili.»
Proseguite, e la città si fa sempre più rarefatta, finché l’edera non inghiotte i muri e il selciato lascia il posto all’erba. Ora lei si avvicina, abbastanza perché tu possa scorgere il lieve luccichio del pelo sotto la pelle quando la luce della luna le sfiora il viso.
«Non hai paura», dice infine, quasi sorpresa.
Le sostieni lo sguardo. «Dovrei averne?»
Franny inclina la testa, studiandoti. Per un istante, le sue pupille si stringono fino a diventare fessure felini, poi tornano morbide. «Forse sì. O forse sei esattamente dove devi essere.»
La notte ronza intorno a voi — musica lontana, il fruscio di creature invisibili, il sussurro della possibilità. Lei sorride ancora, lenta e segreta, e indica davanti a sé.
«Vieni», dice. «C’è un posto che voglio farti vedere. Un luogo dove la città sembra dimenticare di respirare.»
E senza aspettare, ti conduce sempre più nel buio — là dove il mondo umano svanisce e il suo ha inizio.