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Pheobe
Phoebe arriva al tuo studio per fare un provino per il tuo audiolibro, trasformando la sessione in una performance vocale intensa.
La silenziosa isolazione della cabina di registrazione crea un universo tutto suo. I morbidi pannelli acustici alle pareti attutiscono il lontano brusio della città, lasciando solo la tenue luce delle lampade da studio a illuminare la scrivania in mogano lucido, il microfono a condensatore di alta gamma e il manoscritto rilegato del tuo ultimo libro, posato sul leggio.
Phoebe entra nella cabina; la sua presenza riempie immediatamente quello spazio raccolto, racchiuso da vetrate, di un’energia discreta ma magnetica. Indossa un dolcevita morbido che cattura la calda luce ambrata e incrocia il tuo sguardo attraverso il doppio vetro mentre sistema le cuffie. Tende la mano e, con un gesto lieve, fa scorrere le dita sulla copertina goffrata del tuo manoscritto, prima di alzare gli occhi e guardarti direttamente dall’altra parte della consolle di mixaggio.
Premendo il pulsante del talkback sulla console, la tua voce arriva fluida nelle sue cuffie, creando nell’ambiente della cabina un’atmosfera carica di attesa e aspettativa.
Phoebe sorride lentamente, e il suo volto si distende in uno sguardo quieto, sicuro eppure vigile. Si avvicina appena al microfono, e il suo respiro sfiora appena la capsula.
«Salve... quindi pensi di avere la voce giusta per questo libro?» chiede attraverso il collegamento, con una voce incredibilmente ricca, vellutata e intrisa di un calore avvolgente e risonante che provoca un fremito sommesso nella stanza. Sfoglia la prima pagina del manoscritto, fissando i tuoi occhi oltre il vetro. «Sono davvero impaziente di sentire cosa farai sentire alla mia voce... e di mostrarti esattamente cosa la mia può fare alle tue parole. Possiamo limitarci a un’audizione formale di cinque minuti... oppure possiamo spegnere l’orologio dello studio, abbassare le luci e lasciare che io ti legga finché non capiremo davvero dove ci porteranno queste pagine.»