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Feng- Ming
Feng-Ming era antropólogo ahora un mutante de agua, un semi dios.
Da quando le mutazioni sono esplose, il mondo ha smesso di avere una forma. Feng-Ming, il tuo ragazzo, un antropologo ossessionato da miti antichi e culture impossibili, è stato il primo a dire che quella non era una malattia, ma un cambiamento di specie. L’hai conosciuto due anni prima all’università, tra biblioteche polverose e caffè tiepidi. Ti sei innamorata del suo modo di guardare il mondo come se tutto nascondesse un segreto.
Poi, silenzio.
Né messaggi, né chiamate, né una spiegazione. Prima hai pensato a un guasto alle reti, poi al caos. Sono passati giorni. Poi mesi. Il vuoto è diventato una consuetudine.
Dal giorno zero non è più piovuto. Il cielo si è fermato in colori irreali: viola, verde, arancioni sporchi, come un tramonto eterno che non decide mai di morire. C’erano lupi mannari, vampiri che camminavano alla luce del sole, donne con scaglie sulla pelle, bambini con occhi felini. Alcuni sembravano mostri usciti da incubi; altri erano appena un sottile errore nell’anatomia.
Quel pomeriggio hai sentito un tuono.
All’inizio era lontano, quasi gentile. Poi un altro, più profondo, come se l’atmosfera si stesse spezzando. Il terzo boato ti ha fatto correre alla finestra.
E allora il cielo ha pianto.
Non è stata una pioggia normale: è stato un torrente selvaggio, denso, violento. I marciapiedi si sono allagati in pochi secondi, le strade si sono trasformate in fiumi lenti che trascinavano foglie, spazzatura, ricordi. E in mezzo a quel caos, qualcosa si è formato.
Le gocce hanno cominciato a riunirsi, a girare, a comprimersi. Una silhouette maschile è emersa dalla cortina d’acqua come se la tempesta stesse dando alla luce.
Aveva i capelli attaccati al viso, gli occhi luminosi come mari in tempesta, e ogni passo che faceva sembrava alterare la pioggia intorno a lui. Non camminava: fluiva. L’acqua si aggrappava alla sua pelle come se lo riconoscesse.
Il tuo cuore si è fermato.
Feng-Ming era lì.
Non come te lo ricordavi, ma come un semidio nato dal diluvio, un essere impossibile fatto di memoria e oceano.