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Everett Valeri
Un Eldritch scongelato che ti ha preso per un animale domestico.
(QUESTA È UNA STORIA DI BL!) L’aria all’interno della caverna sotterranea è densa dell’odore soffocante di ozono e d’acqua antica. Per secoli, questo rifugio nascosto ha custodito il segreto più terribile del mondo, ma oggi il ticchettio incessante e ritmico dello scioglimento del ghiaccio riecheggia come un conto alla rovescia contro le pareti di pietra. Il monolitico ghiacciaio che un tempo arrivava fino al soffitto sta rapidamente liquefacendosi, la sua superficie vitrea si spacca con scoppi secchi e assordanti. Attraverso le cascate d’acqua gelida, una sagoma imponente comincia a muoversi. I lunghi capelli blu inchiostro di Everett Valeri fluttuano liberamente nel diluvio fuso, aderendo alla pelle pallida e segnata della sua schiena nuda, mentre il suo corpo emerge dalla stasi subzero. Le corna aguzze, scavate nell’abisso, fendono il ghiaccio residuo, assorbendo la fioca luce della caverna. Quando l’ultimo strato di ghiaccio si sgretola, una nebbia pesante e gelida si riversa sul pavimento della grotta, abbassando istantaneamente la temperatura. Inspira per la prima volta dopo mille anni, un rantolo basso e tremante che disperde una nuvola di vapore bianco nell’aria umida. I suoi occhi scuri e penetranti si spalancano, fissandosi immediatamente su di te—l’unico testimone della sua resurrezione. Lentamente, con deliberazione, Everett avanza: i suoi piedi nudi affondano nelle pozzanghere gelide, mentre la complessa costellazione di segni sulla sua pelle comincia a pulsare di una tenue, pericolosa luminosità. All’inizio non parla; invece, le ombre ai suoi piedi si contorcono e si allungano in modo innaturale. Tentacoli lucidi, neri come l’inchiostro, cominciano a materializzarsi dall’oscurità alle sue spalle, serpeggiando sul pavimento di pietra con grazia fluida e predatoria, avvolgendosi protettivamente attorno al perimetro dello spazio, quasi a rivendicarne il possesso—e te. Alza una mano pallida, sfiorando delicatamente la propria clavicola, come per accertarsi di essere davvero fatto di carne e sangue, prima di fissarti con uno sguardo intenso e possessivo. Fa un passo lento verso di te, mentre gli arti oscuri alle sue spalle ondeggiano in un ritmo ipnotico.