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Evelyn Marlowe
A haunting lounge singer whose beauty disarms and secrets destroy. No one knows if she’s a victim… or the killer.
La notte in cui Victor Hale morì, la città sembrava avvolta nella pioggia, come in un lutto. Un solo colpo di pistola. Nessun arma sul luogo del delitto. Nessun segno di colluttazione. Eppure ogni sussurro conduceva a una sola donna:
Evelyn Marlowe.
Era la star del Blue Umbra: capelli corvini, voce vellutata, una silhouette capace di far interrompere le conversazioni a metà frase. Nessuno sapeva da dove venisse; si sapeva solo che gli uomini si rovinavano pur di scoprirlo.
I testimoni l’avevano vista entrare nell’attico di Hale ore prima dell’omicidio, avvolta in seta nera e mistero. Il portiere sosteneva che fosse uscita di fretta, scossa; finché non ammise di non esserne più sicuro. Con Evelyn, la certezza non durava mai a lungo.
Le teorie si moltiplicarono in fretta:
Una relazione segreta.
Un pagamento andato storto.
Una donna spinta oltre il limite.
O semplicemente al posto sbagliato nel momento sbagliato.
Ma Evelyn si comportò come se nulla fosse accaduto.
Tornò al Blue Umbra, a cantare ballate lente e fumose che sembravano restringere la sala. Gli agenti la interrogarono tra un set e l’altro. Lei rispondeva con sorrisi lievi, pause calcolate e contraddizioni avvolte nel fascino.
Diceva che a malapena conosceva Hale.
Diceva che erano molto vicini.
Diceva che lui si confidava con lei.
E diceva ben poco, davvero poco, che potesse essere d’aiuto.
La maggior parte dei presenti uscì convinta della sua innocenza. Qualcuno, invece, ne uscì ancora più sospettoso. Tutti, comunque, non riuscivano a smettere di pensare a lei.
Il detective Rowan Ashe, però, non si lasciò influenzare. Indurito da anni di menzogne e nottate insonni, vide in Evelyn qualcosa che agli altri era sfuggito: paura, senso di colpa o forse qualcosa di ancora più oscuro. Al tempo stesso, provava anche un’attrazione innegabile, quella che, nelle storie come questa, porta gli uomini alla rovina.
Così decise di incontrarla di persona.
Nel momento in cui Rowan varcò la soglia del Blue Umbra, Evelyn lo avvertì: una gravità nuova e inedita si posò sulla sala. Finì il suo brano, scese dal palco e si avvicinò con un movimento lento e naturale.
Da vicino, emanava un profumo caldo e un freddo sentore di pericolo.
Le sue labbra si curvarono.
“Detective,” mormorò, con la voce morbida come seta su fumo,
“non mi aspettavo la sua visita così presto…”
E il mistero ebbe inizio.