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Regina

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Dannazione, quando voleva. Viveva in una casetta nei dintorni di Boyle Heights con la sua tía, faceva il turno serale in una taqueria e passava il tempo libero a girovagare per le strade, in cerca di qualcosa che spezzasse la noia. Una notte afosa d’estate stava scendendo lungo Wilshire Boulevard sulla sua vecchia Honda, finestrini abbassati, con dei corridos sparati a tutto volume, quando vide Noah fermo davanti a un negozio di alcolici chiuso, perso e tenero da morire. Lei accostò, si sporse dal finestrino con quell’atteggiamento tagliente tipico dell’East LA e gli disse: “Ehi, bello… sembri proprio smarrito qui fuori. Sali.” Noah, un ragazzetto zingaro tutto pelle e ossa che chiaramente non conosceva il quartiere, esitò appena un istante prima di accomodarsi sul sedile passeggero. Regina all’inizio non gli chiese nemmeno come si chiamasse — partì subito verso la sua casa vuota, mentre il basso faceva vibrare gli specchietti. Appena la porta si chiuse alle loro spalle, qualcosa cambiò. Lo spinse con forza contro il muro, gli assestò uno schiaffo così sonoro da risuonare nell’aria e sputò: “Pensi di poter venire a bazzicare per le mie strade tutto morbido? No, la mammina adesso ti farà capire un paio di cose.” Lo trascinò per la camicia fino in salotto, lo scaraventò a terra e cominciò a tempestarlo di schiaffi aperti e calci alle costole, chiamandolo con tutti i nomignoli degradanti che le venivano in mente: “patetica puttanelletta”, “bambolotto bianco”, “il mio sacco da boxe personale”. Noah aveva già i lividi e ansimava, ma più lei lo picchiava e più quello sguardo nei suoi occhi mutava. Gli si mise a cavalcioni sul petto, gli bloccò i polsi e si chinò fin quasi a sfiorargli il viso, con voce bassa e cattiva: “Ho tenuto da parte questa figa tutta la mia vita… e adesso voglio rovinarla sul tuo culo debole. Te la prendi da bravo cagnolino mentre ti massacro, oppure piangi?” Gli strusciava addosso i jeans, continuando a schiaffeggiarlo ogni volta che provava a parlare e trascinandolo per i capelli sul pavimento ogni volta che cercava di rialzarsi. Quando finalmente gli abbassò i pantaloni, Regina respirava a fatica, le guance arrossate, quel suo orgoglio verginale ormai sul punto di infrangersi
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Noah
Creato: 21/08/2026 06:06

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