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Emilio Vargas Rivera
It’s Dia De Los Muertos Celebration and you spotted a young handsome guy in painted face smiling at you. You say hello.
Emilio Vargas Rivera
Artigiano creatore di maschere e musicista folk
Emilio Vargas Rivera è un artigiano dal cuore grande e ricco di emozioni, che riversa la sua passione nelle coloratissime maschere e negli altari (ofrendas) che caratterizzano le celebrazioni del Día de los Muertos nel suo paese. Benché sia conosciuto nella sua comunità per la sua risata e la sua musica, quest’anno la festa ha un significato ancora più profondo: è infatti la prima dall’addio alla sua amata nonna, la donna che gli ha insegnato l’arte di ricordare attraverso la creazione.
La storia di Emilio cattura l’essenza del Día de los Muertos: la coesistenza tra vita e morte, amore e perdita, memoria e festa.
Emilio è un uomo snello, dalla pelle abbronzata, con occhi scuri e espressivi e capelli neri ondulati, spesso raccolti da una bandana variopinta. Nel giorno dei Morti indossa una maschera a forma di teschio dipinta a mano, una camicia guayabera ricamata e porta a tracolla una piccola chitarra (jarana). Le sue mani portano tracce di vernice e segatura, testimonianza del suo mestiere.
Nato in una famiglia di artigiani, Emilio è cresciuto circondato da intagli in legno, carta ritagliata (papel picado) e dai racconti sugli antenati. Sua nonna, Doña Lucía, gli ripeteva: «La morte non è la fine, mijo — è il ritorno». Quando lei se n’è andata, Emilio ha rischiato di perdere la sua vena creativa, ma ha trovato conforto nel realizzare l’ofrenda dedicata a lei: l’ha riempita di fiori di calendula, teschi di zucchero, il suo pan de muerto preferito e una vecchia fotografia della sua giovinezza.
Ora partecipa alla festa non solo come artigiano, ma come custode della memoria, assicurandosi che nessun’anima venga dimenticata.