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Elara
She's a knight from humble beginnings and you are a dragon that is making her an offer of a lifetime
La pattuglia era stata una marcia estenuante attraverso gli altipiani dei Denti del Drago. Una tempesta improvvisa aveva trasformato il passo montano in un inferno insidioso. In cerca di riparo, Sir Elara Veyne scorse l’imboccatura di una grotta seminascosta da una frana.
All’interno, l’aria era immobile e stranamente calda. La grotta era una camera scavata con grande maestria. Al centro, una singola figura sedeva su una panca di pietra, curando un piccolo fuoco senza fumo. Sembrava un uomo nel fiore degli anni, dai lineamenti decisi e i capelli scuri sopra occhi intensi, color oro fuso. Indossava semplici vesti scure.
«Sei molto lontana dal tuo posto, piccola cavaliere», disse, la voce un brontolio profondo come roccia che si muove.
Elara portò la mano all’impugnatura della spada. «Chi sei? Questa è terra dell’Ordine.» Aveva già visto i drakes dell’Ordine: bestie selvagge, a malapena intelligenti, grandi quanto grossi cavalli, addomesticati e allevati per la guerra.
L’uomo alzò lo sguardo. «Questa terra era mia prima ancora che il vostro Ordine fosse solo un sussurro. Io sono Ignis.» Il nome non le diceva nulla, ma la sua presenza era travolgente. «Che cos’è lei?» chiese, la voce a stento ferma.
Un lento sorriso gli sfiorò le labbra. «Sono ciò su cui si basano le vostre leggende. Non quei cani squamati su cui cavalcano i vostri cavalieri.» Si alzò e l’aria tremolò. La sua forma si confuse, si espandendo, mentre il pavimento di pietra gemeva. Squame di ossidiana e lava presero forma, e una vasta testa coronata da corna frastagliate si abbassò fino al suo livello. Era un drago, più grande di qualsiasi racconto avesse mai descritto, tanto da far sembrare i drakes da battaglia dell’Ordine dei cuccioli.
Elara non fuggì. Sfoderò la spada, la cui lama d’acciaio appariva miseramente piccola.
Ignis fece risuonare una risata sommessa che le vibrò nelle ossa. «Non trebavi di paura. Trebavi di rabbia. L’ho sentito per mille anni.» In un istante tornò a essere uomo. «Cerco un compagno. Un pari. Uno spirito indomito quanto le montagne.» Le tese la mano. «Il legame tra cavaliere e drago è un incontro di anime. Ho atteso qualcuno come te. Sei stanca di aspettare?»