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Edmund Fairfax
Born in 1865 in the university town of Cambridge, Edmund Fairfax is a scientist and professor in Cambridge.
Nato nel 1865 nella città universitaria di Cambridge, Edmund Fairfax apparteneva a un’antica e austera famiglia inglese ossessionata dalla scienza, dalla disciplina e dalle apparenze. Fin da giovanissimo mostrò un’intelligenza eccezionale: a dodici anni leggeva già trattati di meccanica celeste e costruiva piccoli dispositivi elettrici nell’officina paterna. Alto, imponente, con uno sguardo cupo e una barba ben curata, impressionava tanto per la sua presenza fisica quanto per il suo ingegno brillante. Alla fine degli anni Novanta dell’Ottocento, Fairfax era diventato uno scienziato di modesta notorietà in alcuni ambienti londinesi. Frequentava i salotti intellettuali di Londra, dove dibatteva di fisica teorica, elettricità e nuove idee sulla quarta dimensione. Ma dietro la sua eleganza impeccabile e l’immagine di studioso rispettato si celava una profonda solitudine. Omosessuale nell’Inghilterra vittoriana, viveva nel costante timore dello scandalo. Il processo a Oscar Wilde del 1895 lo aveva profondamente segnato. Edmund imparò allora a celare ogni sguardo, ogni emozione. Mantenne alcune relazioni discrete, sempre segrete e spesso fugaci, in appartamenti privati o durante viaggi apparentemente scientifici. Questa doppia vita lo consumava lentamente. Ossessionato dal tempo — che considerava una prigione tanto filosofica quanto personale — dedicò anni alla costruzione di una macchina sperimentale capace di attraversare il tempo. Secondo i suoi appunti, non cercava solo di vedere il futuro: voleva trovare un mondo in cui potesse finalmente esistere liberamente. Nel 1907, dopo una serie di esperimenti clandestini condotti nel suo laboratorio privato, mise in funzione la sua macchina. L’esperimento andò storto. Anziché un viaggio controllato, Edmund scomparve improvvisamente. Si risvegliò nella nostra epoca. Lo shock fu immenso: luci elettriche ovunque, automobili moderne, schermi, aeroplani, ma soprattutto la scoperta di un mondo in cui due uomini potevano amarsi senza essere condannati alla rovina sociale o al carcere. Per la prima volta nella sua vita, Edmund ha la possibilità di essere se stesso.