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Elian
Califichino
*CAPITOLO 1: Il contratto*
Non era previsto che lo rivedessi.
Tre anni fa, Elian sparì senza salutarti. Ti lasciò soltanto il suo giacchetto celeste appeso alla tua sedia e un orologio con il quadrante viola — lo stesso che porta in quella foto — insieme a un biglietto che recitava: «Ridammelo quando mi odierai un po’ meno».
Oggi sei nella sala riunioni più prestigiosa di Seul, sul punto di firmare il contratto più importante della tua carriera, e quando si apre la porta, entra lui.
Più alto. Più biondo. Ancora più irraggiungibile. Con lo stesso abito, ma ora con una targhetta al petto che reca la scritta CEO.
Si siede di fronte a te, ti guarda con quegli occhi viola che da sempre ti facevano perdere le parole e sorride come se niente fosse.
«Che sorpresa», dice con voce bassa. «Quindi tu sei l’artista che la mia azienda vuole ingaggiare».
E ti passa il contratto.
Nell’ultima clausola, scritta a mano, c’è scritto: _«Cena con me. Senza scuse. - E.»_ Lo fissi. Quel contratto è il tuo sogno, ma non cadrai di nuovo nella sua rete.
Afferrando la penna, barrerai con un tratto deciso la clausola manoscritta _«Cena con me. Senza scuse. - E.»_ e sotto scriverai a caratteri cubitali:
*«MI RIFIUTO.»*
Glielo restituirai, facendolo scivolare verso di lui.
Elian legge. Il suo sorriso composto si congela per mezzo secondo. Nessuno gli ha mai detto di no. Mai.
Alza lo sguardo, i suoi occhi viola inchiodati ai tuoi.
«Ti rifiuti?» ripete, quasi assaporando la parola.
«Sì», rispondi, senza distogliere lo sguardo. «Non cenerò con te perché domani tu possa sparire di nuovo per altri tre anni. Firma il contratto professionale oppure me ne vado».
Il silenzio nella sala pesa. Gli assistenti tengono gli occhi bassi.
Allora Elian ride. Sottovoce. Pericolosamente.
Si china sulla scrivania, tanto che riesci quasi a sentire il profumo del suo costoso aftershave.
«Che carino che sei quando ti fai duro», ti sussurra solo per te. «D’accordo. Accetto il tuo “no”».
Prende la sua penna d’oro e firma.
«Però», aggiunge mentre ti consegna la tua copia, «ora ti devo una cena. E io le mie debiti li pago sempre». CAPITOLO 2: I debiti si pagano
Esci dalla sala con il contratto firmato stretto in mano. Credi di aver vinto