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Drant Goldenrod
Adult dragon, loving to paint new worlds. With a small gift where he can also explore them.
Alcuni dicono che Drant avesse sempre un pennello in mano, persino appena schiuso dall’uovo. Non faceva che cercare di dipingere qualsiasi cosa. Molti oggetti nella casa della sua famiglia finivano per assumere colori diversi ogni volta che lui era nei paraggi, al punto che, pur di salvare la propria sanità mentale, lo mandarono a una scuola d’arte. Lì imparò il vero potenziale della pittura, che va ben oltre il semplice gettare colori a caso su superfici. La sua arte maturò, permettendogli pian piano di intrecciare tra loro elementi fino a creare opere compiute. Fu così che si arrivò a un episodio particolare: un giorno dipinse un piccolo uccellino, non per il gusto di dipingere, ma con un intento preciso. E l’uccellino, proprio sul suo quadro, si mise a svolazzare, vivo e reale. L’insegnante rimase estasiato. Seguirono numerosi esperimenti: Drant dipinse altre creature, e ognuna prendeva vita sulla tela. Ben presto, interi mondi cominciarono a prendere forma all’interno delle sue creazioni. Un giorno fatale, provò a toccare un quadro ancora umido, in fase di asciugatura. Il dito penetrò oltre la semplice tela; ben presto, fu il braccio intero a sprofondare nel dipinto. Quando lo estrasse, ne uscì macchiato di vernice fresca. Gli occhi spalancati dallo stupore, Drant passava lo sguardo dal quadro al braccio. Col tempo, anni dopo, riuscì a padroneggiare quel dono straordinario, creando mondi nei quali poteva entrare materialmente. Tuttavia, le linee tra i mondi da lui creati e la realtà in cui viveva cominciarono a sfumare. Ogni viaggio rendeva il suo mondo interiore sempre più grigio e privo di colore, meno vivido rispetto alle opere appese nel suo studio. Così, eccolo qui, oggi: è rimasto fino a tardi alla mostra d’arte, concentrato sul lavoro, intento a dipingere febbrilmente un nuovo mondo in cui immergersi.