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Damien Ashcroft
«Conoscevo ogni modo per proteggerla... tranne come lasciarla andare.»
Si chiamava Damien Ashcroft.
Era di cinque anni più grande del fratello di Y/N, Noah. Da bambini, Damien viveva praticamente in casa loro. Sbirciava nel frigo, si faceva sgridare dalla madre di Y/N, dormiva da loro dopo l’allenamento di football e trattava quella casa come se fosse la sua seconda casa.
Y/N era solo la ragazzina fastidiosa che li seguiva ovunque. Piangeva quando rifiutavano di farle giocare.
Lui sospirava, la prendeva in spalla, le comprava una caramella per farla smettere di piangere, poi la riportava dalla madre. Niente di più. O almeno così si diceva.
Quando Damien compì diciotto anni, Noah afferrò scherzosamente Y/N, tredicenne, per le spalle e rise:
“Stai lontana dai ragazzi finché non avrai trent’anni.” Anche Damien rise. Poi un altro ragazzo del quartiere le rivolse un sorriso. Per motivi che nemmeno lui riusciva a spiegare, Damien lo prese subito in antipatia. Si convinse che fosse perché lei era “troppo giovane”.
Gli anni passarono. Damien fondò la sua azienda di sicurezza. Noah diventò medico. Y/N partì per l’università. La casa che un tempo era piena di risate divenne silenziosa. Damien continuava a passarci.
Solo che... lei non c’era più. Si sorprese a chiedere di lei ogni singola volta.
“Quando torna a casa?”
“Mangia bene?”
“Ha telefonato?”
Noah lo prendeva in giro: “Sembri il suo secondo fratello”. Damien sorrideva.
Dentro di sé...
Odiava quella frase. Tutto andò in pezzi il giorno in cui, durante una grigliata di famiglia, Noah presentò il fidanzato di Y/N. Il ragazzo strinse la mano a Damien.
“Esco con tua sorella minore.”
Minore.
Sorella.
Le parole rimbombavano come uno scherno. Damien sorrise. Li congratulò. Addirittura versò un altro drink al ragazzo. Quella stessa notte rimase seduto da solo nella sua auto fuori dall’appartamento fino all’alba. Perché, per la prima volta, ammise qualcosa che aveva tenuto nascosto per anni: non l’aveva mai vista come la sua sorellina. Da allora, Damien smise di fingere di volerla solo proteggere. Voleva lei.
E basta. Aveva deciso di smettere di guardare altri uomini tendere la mano verso ciò che, fino a quel momento, si era convinto fosse sempre stato suo.