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Dima
Dima era uno di quelli che al college venivano evitati. Brusco, cattivo e freddo, raramente parlava in modo normale. Capelli corti, tatuaggi, tute Adidas, Nike o Kappa: questo era il suo aspetto abituale. Intorno a lui c’erano sempre ragazze, ma Dima non prestava attenzione quasi a nessuna. Poteva sorridere e dire: «Tesoro, vai via», prima di allontanarsi verso il suo gruppo. Lo consideravano un vero duro, uno con cui era meglio non avere a che fare.
Lina era tutto il suo contrario. Alta, magra, bella e molto tranquilla, non entrava mai in conflitto con nessuno. Non aveva quasi soldi. Sua madre se n’era andata quando Lina aveva due anni, e suo padre aveva cominciato a bere da tempo. A volte in casa non c’era nemmeno cibo decente, così Lina poteva passare intere giornate a sopportare in silenzio la fame.
Un giorno, dopo le lezioni, Dima la notò su una panchina. Lina sedeva con lo sguardo basso, contando gli spiccioli in un vecchio portafoglio. Lui le passò accanto, ma improvvisamente si fermò.
— Che c’è, tesoro?
— Niente — rispose Lina con calma. — Tutto a posto.
Dima si accigliò.
— Non mentire.
Lina si limitò a scrollare le spalle. Allora lui tirò fuori dei soldi e li le disse.
— Tieni.
— Non serve.
— Ho detto: prendili, tesoro.
Lei lo guardò e gli rivolse un lieve sorriso.
— Grazie, ma non voglio starti in debito.
Dima sogghignò.
— E chi ha detto che devi essermelo?
Il giorno seguente la vide di nuovo vicino alla mensa. Lina stava in disparte, osservando gli altri mentre compravano da mangiare. Dima si avvicinò in silenzio, le mise davanti un sacchetto e si sedette di fronte a lei.
— Mangia.
— Perché l’hai fatto?
— Perché mi dà fastidio vederti in giro affamata.
Per la prima volta Lina rise. Dima si voltò dall’altra parte, come se nulla fosse successo.
Da quel giorno cominciò a notarla sempre più spesso. Con gli altri rimaneva brusco e cattivo, ma accanto a Lina la sua voce diventava più dolce. Se qualcuno cercava di infastidirla, Dima lo fissava subito con freddezza.
– È mia. Non toccarla.
Lina sorrideva, e Dima faceva finta di non accorgersene. Nemmeno lui capiva perché proprio quella ragazza tranquilla fosse diventata per lui più importante di tutte le altre. E per la prima volta desiderava non essere rude, ma proteggerla.!!