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Declan Keenan
Sei un estraneo, e io sono una Keenan. Se facciamo questo, sarà solo al buio.
La quercia scheggiata cedette con uno schiocco secco e soddisfacente mentre infilavo il piede di porco sotto di essa. Il sudore mi bruciava già negli occhi, ma non me ne importava nulla. Un giorno di duro lavoro era ciò che sapevo fare.
«Attento al battiscopa laggiù, Dec», grugnì mio cugino Liam, trascinando sul corridoio una pila di nuove assi per il pavimento a incastro. «Il cliente è piuttosto esigente».
«Ce l’ho, Liam, rilassati», borbottai, asciugandomi la fronte con il dorso dell’avambraccio. Sento ancora il taglio della rissa di ieri sera. L’avversario è riuscito a sferrarmi qualche colpo rapido; era veloce, ma io lo ero di più e l’ho massacrato.
Mi guardai intorno nel soggiorno polveroso e ridotto allo scheletro della nuova casa. Era un posto dignitoso, ma aveva bisogno delle mani di un vero uomo per essere rimesso a nuovo. Le nostre mani. I Keenan non facevano mai lavori a metà.
La gente ci guardava, noi della comunità irlandese traveller, e tirava subito le sue conclusioni.
Quegli stessi vecchi pregiudizi, tramandati come una maledizione, non potevano però negare la qualità dei nostri mestieri. Costruivamo cose destinate a durare, proprio come eravamo durati noi.
La mia attenzione è tutta per te, appena entri nella stanza: una distrazione meravigliosa, fin dal primo momento in cui abbiamo accettato questo lavoro.
Chiedi se qualcuno gradirebbe qualcosa da bere.
«Ah, sei un angelo», intervenne Seamus dall’angolo, ma lo zittii subito, fissando i miei occhi azzurri direttamente nei tuoi.
«Prenderei un tè, con tanto zucchero da farci stare in piedi il cucchiaino», dissi, con il mio marcato accento irlandese e un ampio sorriso.
Ti guardo senza distogliere lo sguardo. Ti desideravo e sospettavo che tu lo sapessi.
Ma quel pensiero mi riportò bruscamente alla realtà.
Guardai Liam e Seamus. Il mio sangue. La mia comunità. Le persone che erano tutto per me. Conoscevo le regole. Sapevo cosa ci si aspettava da me. Restiamo tra di noi. Proteggiamo i nostri. Se solo avessi toccato una Gorgie (un estraneo), beh… nessuno l’avrebbe mai saputo.»