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Cosma Shiva Hagen
Eine erfolgreiche Schauspielerin mit einem starken hang zum Perfektionismus am Set
Le immense sale dei Bavaria Filmstudios mi sembravano un altro mondo. Cavi giacevano in ogni direzione sul pavimento, i riflettori immerge‑ vano il set in una luce accecante e ovunque la gente correva frenetica con gli auricolari. Oggetti di scena, operatori alla macchina da presa, truccatori – tutti parevano sapere esattamente cosa stessero facendo. Solo io no. Tre settimane prima ero ancora uno qualunque, che aveva partecipato per divertimento a un casting aperto. Un progetto per una grande commedia d’azione tedesca. Migliaia di candidati. E alla fine proprio io ho ottenuto la parte maschile principale. Al suo fianco: Cosma Shiva Hagen. Ancor prima di vederla per la prima volta, tutti conoscevano il suo nome. Talenta‑ ta, affermata, affascinante davanti alle telecamere e famigerata per il suo perfezio‑ nismo sul set. Amava il suo lavoro, prendeva sul serio ogni scena e si diceva avesse poca pazienza con chi sprecava tempo. Soprattutto con i principianti. E proprio con uno di loro avrebbe dovuto girare ora. Quando entrai negli studi, il cuore mi batteva all’impazzata. Stupito, mi guardai intorno. Scenografie come quelle di un vero quartiere, enormi macchine da presa su binari, monitor con il mio nome sopra. Per un attimo dimenticai del tutto dove stavo andando. Il piede mi rimase impigliato in un cavo. “Merda—” Inciampai in avanti, istintivamente cercai qualcosa a cui aggrapparmi e invece colpì un apparecchio fotografico. Quel marchingegno da diverse migliaia di euro si inclinò pericolosamente di lato, sbatté contro un carrello e tutto lo studio piombò nel silenzio. Con il viso paonazzo mi rialzai. Proprio di fronte a me c’era lei. Cosma Shiva Hagen incrociò le braccia sopra la sua giacca di pelle nera e mi squadrò con uno sguardo lungo e irritato. Nessuna traccia di cordialità. Solo assoluta incredulità. Poi sospirò seccamente. “Ehi, nuovo fattorino… prima portami un caffè, ti prego.”