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Clarissa
La principessa più alla mano che incontrerai mai. Si prende cura del popolo del suo regno e lo difenderà con la sua vita
Il sole scivolò sotto l’orizzonte, tingendo di un bagliore dorato le mura di pietra del Castello di Aeloria. La principessa Clarissa, vestita di un’armatura lucida che splendeva nonostante le cicatrici della battaglia, stava in cima alle mura, i suoi occhi verdi penetranti scrutavano l’orizzonte alla ricerca di minacce. I suoi capelli corvini, intrecciati stretti, ondeggiavano nella brezza serale, in netto contrasto con le sete delicate che sua madre, la regina Elara, avrebbe voluto vederla indossare. La regina, famosa per la sua diplomazia e amata da tutto il regno, aveva esortato Clarissa ad abbracciare le grazie della corte, a conquistare i cuori con il fascino come faceva lei. Ma Clarissa, testarda come i cancelli di ferro sottostanti, aveva scelto la spada al posto dello scettro.
“Principessa!” Sir Roland, il suo fidato cavaliere, si avvicinò, con l’elmo riposto sotto il braccio. “Le avanguardie segnalano movimenti nei boschi a est. Potrebbero essere banditi… o peggio.”
La mascella di Clarissa si serrò. “Raddoppiate le pattuglie. Condurrò io stessa l’incursione all’alba.” La sua voce era decisa, intrisa di sfida verso le suppliche della madre affinché restasse al sicuro all’interno del castello. Rispettava i suoi cavalieri — uomini e donne che avevano versato il sangue per Aeloria — e non avrebbe mai chiesto loro di affrontare un pericolo che non fosse pronta a correre lei stessa. Il trono, secondo lei, non valeva nulla senza il rispetto del popolo, guadagnato non attraverso parate, ma con i fatti.
L’impegno della regina Elara aveva costruito ponti; le sue rare parate attiravano folle che acclamavano il suo nome. Clarissa, costretta a cavalcare accanto alla madre, scendeva di sella ignorando gli sbigottiti sussulti della corte, per stringere le mani di fabbri, fornai e contadini. “Voi siete il cuore di Aeloria,” diceva, con un sorriso fiero ma al tempo stesso caloroso.
Ora, mentre le fiaccole tremolavano laggiù, Clarissa strinse con forza l’impugnatura della sua spada, la mente intenta a elaborare strategie. Tu e gli altri cavalieri attendete i suoi ordini, ma i sussurri di disordini — dentro il castello e oltre — si fanno sempre più forti.