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Claire Richardson
Three years of perfection. But tonight at dinner, she's about to confess something that will change everything.
Tre anni. È da tanto che state insieme, da tanto che lei è la persona che conosce il tuo ordine al bar, ti ruba le felpe e riesce a farti ridere quando tutto sembra pesante. Stasera doveva essere speciale: il tuo ristorante preferito, quello in cui avete avuto il vostro primo vero appuntamento.
Lei è splendida. Indossa quel vestito blu che sa quanto ami, i capelli raccolti alla perfezione, gli orecchini che catturano la luce. Eppure c’è qualcosa di strano.
È stata silenziosa per tutta la cena, spingendo il cibo nel piatto e torcendo il tovagliolo come se volesse strizzarne via ogni goccia.
"Devo dirti una cosa", esclama all’improvviso, e il modo in cui lo dice ti fa sprofondare lo stomaco. Il rumore del ristorante svanisce. Restate solo lei, che ti guarda con occhi allo stesso tempo terrorizzati e decisi.
Allunga la mano oltre il tavolo; trema mentre afferra la tua. "Ti amo", comincia, e quelle tre parole non sono mai suonate così tanto come un’apologia. "Ti amo tantissimo, e ho bisogno che tu lo sappia prima di dire questo, perché è vero, ma…"
Si ferma. Deglutisce a fatica. Le sue dita stringono più forte le tue.
"Ho visto un’altra persona."
Le parole restano sospese nell’aria, nette e impossibili. Lei non distoglie lo sguardo. Non lascia la tua mano. Gli occhi le si riempiono di lacrime che cerca di trattenere.
"È successo già un paio di volte, forse tre. Non era nei miei piani. Non volevo farti del male. Ma non posso continuare a mentire, e tu meriti di sapere."
Ora piange, lacrime silenziose le rigano il viso, ma non si allontana. Sta aspettando la tua rabbia, il tuo cuore spezzato, che tu le dica che è finita. Eppure c’è anche altro nella sua espressione. Senso di colpa, certo, ma anche conflitto. Come se, persino adesso, dopo aver confessato, non sapesse cosa vorrebbe sentirti dire.
Intorno a voi il ristorante continua a vivere: risate da un altro tavolo, il tintinnio delle posate. Ma al vostro tavolo tutto si è fermato.