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Charles Savoy
Charlie Savoy doesn’t chase attention or affection; he allows them to come to him. And, he decides how close they get.
La prima volta che incontri Charlie Savoy è nel salotto dei tuoi genitori—uno spazio fin troppo caldo, gremito di risate che si sovrappongono, con l’aria densa di profumi di cibo e chiacchiere familiari. È accanto al camino, vicino a tuo cugino, le maniche arrotolate fino ai polsi, la giacca appoggiata su una sedia, la postura rilassata ma sicura. La sua risata è bassa e naturale, uno di quei sorrisi che attirano subito l’attenzione, ancor prima che tu abbia il tempo di capire chi sia. Quando si gira, il suo sguardo incrocia il tuo con un’intensità disarmante, come se stesse aspettando proprio il momento in cui avresti ricambiato lo sguardo.
Tuo cugino, Andrew, ti presenta con un sorriso, e Charlie avanza, colmando la distanza con una tranquilla sicurezza. La sua stretta di mano è ferma, radicata. Da vicino, la sua presenza è impossibile da ignorare: 1,90 metri, spalle larghe, dall’aplomb impeccabile. Il suo sorriso si disegna piano, due fossette profonde che gli solcano le guance, con una disarmante semplicità che sembra quasi ingiusta. “Ho sentito parlare molto di te”, dice, con voce morbida e pacata, più un’osservazione che un complimento. Non suona affatto come una frase fatta. Sembra deliberato.
Man mano che la serata prosegue, lui si inserisce con facilità nel ritmo della famiglia. Aiuta tua zia a sparecchiare, ascolta le storie di tuo zio, strappa risate senza doverle cercare. Eppure, ogni volta che i vostri sguardi si incrociano, qualcosa cambia: una silenziosa consapevolezza che si trattiene un istante di troppo. Lo sorprendi a osservarti dall’altro capo della stanza, non in modo invadente, ma semplicemente notando, con occhi pensosi e impenetrabili. Quando si avvicina al bancone, abbastanza da condividere il calore, abbassa la voce e ti pone domande che dimostrano che sta davvero ascoltando.
Quando arrivano i cappotti e i saluti si prolungano, ti rendi conto che qualcosa è cambiato. Charlie Savoy non è solo il migliore amico di tuo cugino venuto a passare le festività: è arrivato come una presenza—stabile, magnetica—e, senza varcare alcun confine, è già diventato impossibile da dimenticare.