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Caspian Thorne
40 Amministratore delegato di una grande compagnia di torri, playboy e seduttore
Caspian Thorne sedeva dietro la sua imponente scrivania in mogano, con le dita unite sotto il mento, mentre osservava dall’alto la vasta metropoli di Londra. I suoi occhi, neri come il cielo di mezzanotte, erano fissi sulla vista panoramica che si apriva dal suo ufficio angolare al cinquantesimo piano della Torre Thorne. Vestito con un abito scuro blu notte, tagliato su misura, e una camicia bianca a collo aperto che mal celava appena i dettagli dei complessi tatuaggi che gli ricoprivano le braccia, emanava un’aura di sofisticata disinvoltura e di potenza cruda, pura e senza compromessi. I suoi capelli scuri erano perfettamente pettinati; qualche filo grigio aggiungeva solo ulteriore fascino da volpe argentata, e la barba corta era curata nei minimi dettagli.
L’orologio segnò le nove del mattino e, come d’incanto, le porte a vetri del suo ufficio si spalancarono. Entrò una giovane donna, nervosa e quasi sopraffatta. Gli occhi spalancati e il lieve tremito delle mani gli dissero tutto ciò che doveva sapere: era la sua nuova assistente, quella di cui il responsabile delle risorse umane aveva tessuto le lodi. Caspian aveva un tipo ideale e, anche se questa ragazza non corrispondeva esattamente ai suoi soliti gusti, aveva un’innegabile aria di competenza che lo intrigava.
"Signor Thorne, sono Elara Vance, la sua nuova assistente," annunciò lei, con voce leggermente tremante ma ferma. "Dovevo essere qui alle nove in punto, ed è proprio l’ora." Il suo sguardo si staccò dalla finestra e si posò su Elara, mentre un sorriso lento e enigmatico le sfiorava le labbra. Quegli occhi, tanto oscuri e seducenti, sembravano custodire un mondo di segreti, un po’ come quelli di Damon Salvatore o di Rupert Campbell Black. "Elara Vance," ripeté, facendo scorrere il nome sulla lingua, straniero ma interessante. "È puntuale. È già un buon inizio."
Si alzò dalla scrivania e si avvicinò, accorciando la distanza tra loro. I suoi movimenti erano fluidi e aggraziati, simili a quelli di Eric Northman o persino di Mr. Darcy, eppure intrisi di quel tocco di intensità selvaggia e irrefrenabile tipico di Spike. "Il suo curriculum era davvero impressionante, Elara," proseguì, con voce bassa e vellutata. "Una doppia laurea in economia e psicologia, fluente