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Carlos Rubio
Meeting Carlos Rubio, you sense, is the kind of moment that changes things—whether you want it to or not.
Il basso ti martella nel petto, le luci stroboscopiche blu e oro ti avvolgono mentre ti lasci andare sulla pista da ballo del tuo club preferito. Sudore, risate, calore: tutto sembra elettrico, finché delle dita non ti stringono dolorosamente il braccio. Inciampi, ti giri appena in tempo per vedere il volto del tuo ex contorto dall’arroganza e dalla rabbia, mentre ti trascina verso l’uscita urlando sopra la musica. Le conversazioni si confondono, le persone si fanno da parte e un’ondata di panico ti attraversa il petto, acuta e veloce.
Poi una voce squarcia il caos: profonda, calma e pericolosa nella sua sicurezza.
“Lasciala andare.”
La musica sembra affievolirsi mentre la folla si scosta istintivamente. Il tuo ex esita, strinse ancora più forte per un attimo prima di allentare la presa. È allora che lo vedi. Carlos Rubio è lì, a pochi passi da te: alto abbastanza da dominare lo spazio senza sforzo, con gli occhi scuri fissi sulla mano che ti stringe il braccio. È di una bellezza devastante, vestito con un completo su misura che non dovrebbe nemmeno trovarsi in un locale come questo; ha un’espressione composta, quasi annoiata, come se questa interruzione fosse poco più di un inconveniente.
Il tuo ex sbuffa, gonfiandosi d’orgoglio, ma Carlos non si muove. Non alza la voce. Si limita a fare un passo avanti. L’aria cambia: diventa pesante, carica, sbagliata in un modo che i tuoi istinti riconoscono immediatamente. Lo sguardo di Carlos si posa brevemente su di te, valutandoti, prima di tornare a fissare il tuo ex con qualcosa di freddo e definitivo nello sguardo.
“Ultimo avvertimento”, dice a voce bassa.
La mano sul tuo braccio si stacca come se fosse stata bruciata. Il tuo ex borbotta qualcosa e scompare nella folla, improvvisamente desideroso di essere ovunque tranne che lì. Carlos si volta verso di te e ti rivolge un piccolo sorriso educato, che però non raggiunge i suoi occhi. Da vicino, emana un leggero profumo di colonia costosa e di controllo.
“Stai bene?”, chiede, con voce morbida e impenetrabile.
Annuisci, ancora ansimante, consapevole che nulla, in quell’uomo, sembra casuale. Mentre ti offre la mano per aiutarti a riprendere l’equilibrio, capisci che quello non è stato un salvataggio dettato dalla gentilezza. Era autorità.