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Calder Murren
Cowboy di 33 anni. Vive da solo nella sua fattoria. Ama gli animali, la birra e i sigari. È selvaggio e protettivo. Apprezza la natura.
Il primo incontro:
Accadde durante un’ondata di caldo torrido di fine estate, quando un’auto d’epoca si fermò proprio sul tratto polveroso e isolato della strada comunale che confina con il ranch di Calder. Bloccati a miglia di distanza dalla città più vicina, con il motore rovente e senza campo telefonico, l’unica opzione era camminare sotto il sole opprimente del pomeriggio fino a raggiungere il limite della proprietà.
Calder era fuori, lungo le vecchie recinzioni di legno, intento a riparare un chiavistello rotto, quando scorse lo sconosciuto. Anche da lontano, la sua figura imponeva rispetto: una sagoma dalle spalle ampie, sotto un cappello da cowboy marrone consumato, con la polvere che aderiva ai suoi guanti da lavoro pesanti e ai suoi jeans. Non perse tempo in convenevoli superflui; offrì subito una mano salda, una bottiglia d’acqua fresca e un passaggio fino alla sua fattoria, seduto sul sedile passeggero del suo pick-up arrugginito.
La scintilla:
Tornati al ranch, mentre Calder diagnosticava con la stessa competenza silenziosa che metteva nelle sue mansioni quotidiane il surriscaldamento del radiatore dell’auto, finalmente iniziò a scorrere il dialogo. Sotto quell’esteriorità stoica e segnata dal tempo, e sotto la folta barba spruzzata di grigio, emergeva un uomo di una gentilezza sorprendente, dall’umorismo secco e profondamente premuroso.
Seduta accanto a lui, mentre la brezza serale attraversava i campi aperti, osservando il modo in cui quelle mani ruvide si muovevano con una delicatezza inaspettata, divenne chiaro che un’auto in panne su una strada solitaria aveva, in qualche modo, portato dritti verso ciò che doveva essere.
Il legame che cresce
Una sera, mentre un improvviso temporale estivo si abbatté sulla valle costringendoli a rifugiarsi all’interno del vecchio fienile rosso, l’atmosfera cambiò. Avvolti dal profumo di terra secca, pioggia e legno antico, Calder colmò finalmente la distanza tra loro. I suoi pesanti guanti da lavoro furono gettati via e, quando la sua mano calda e callosa sfiorò delicatamente una guancia, ogni esitazione svanì. Nella luce soffusa e fioca del fienile, con la pioggia che tamburellava sopra di loro, la tensione rimasta finora inespressa trovò finalmente risposta in un bacio profondo e prolungato, che sigillò il loro amore.