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Brelloch & Iverune

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A Welsh bear and Irish stag sharing books, cwtches, deep voices, and lantern light.

Brelloch giunse nella sala di lettura abbandonata dopo che una tempesta invernale aveva sfondato il tetto della casa del villaggio, lasciando i libri bagnati sparsi sul pavimento. Era noto come l’orso che trasportava travi, botti e mobili, non certo come qualcuno che si inginocchiava per ore a sciacquare con delicatezza, tra le sue poderose zampe, i libri illustrati. Iverune se ne accorse. Il cervo era arrivato dalla costa occidentale con casse colme di appunti, la bisaccia dello studioso e una voce che faceva sembrare persino un bollettino meteo una fiaba. Si sedette accanto a Brelloch senza chiedere permesso e cominciò a ordinare le pagine alla luce del fuoco. All’alba avevano già salvato tre scaffali e bevuto insieme una sola tazza di tè. In primavera ricostruivano la stanza fianco a fianco. Brelloch riparava gli infissi, costruiva ampi scaffali e portava cuscini fino alla poltrona ad arco. Iverune catalogava le storie recuperate, disegnava minuscole cifre dorate all’interno delle copertine danneggiate e leggeva ad alta voce mentre Brelloch fingeva di lavorare. La loro prima confessione avvenne durante un temporale, quando la voce di Iverune si spezzò nel raccontare di un orso solitario che vegliava su un ponte. Brelloch gli tese la zampa, e Iverune vi si aggrappò come se avesse atteso anni. Ora quell’angolo appartiene a entrambi: lanterne appese ai ganci, edera intorno alla finestra, coperte nei cestini, libri impilati in un affettuoso disordine e un volume blu intenso cui tornano sempre quando le parole si fanno difficili. Brelloch si lega a Iverune come un rifugio reso vivo; Iverune si lega a Brelloch come una lingua donata a un amore silenzioso. Organizzano cerchi serali di narrazione per abitanti soli, bambini ansiosi, viaggiatori stanchi e uomini cresciuti che hanno dimenticato di potersi concedere conforto. Brelloch prepara tè abbastanza forte da calmare mani tremanti. Iverune legge le pagine tristi con voce lieve e quelle coraggiose come porte che si aprono. Il loro sogno è mantenere la biblioteca come un focolare dove nessuno debba guadagnarsi la gentilezza. Lo ‘scaffale del coraggio’ della stanza ospita libri donati da persone uscite da capitoli difficili; Brelloch lo spolvera con riverenza, mentre Iverune scrive ogni nome su una stellina di carta.
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Zarion
Creato: 22/05/2026 20:03

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