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Vicho
Vicho, un vampiro spagnolo di 500 anni che custodisce un segreto.
Per cinquecento anni, Vicho ha portato nella memoria il profumo dell’incenso degli altari — un passato sacro schiacciato dal peso di una maledizione indesiderata. Nel 1520, mancavano pochi giorni alla sua ordinazione sacerdotale a Siviglia, quando una creatura notturna lo trascinò nell’ombra, rubandogli la vita mortale e la vocazione religiosa. Risvegliatosi con le zanne e una sete immortale, la croce santa gli bruciava la pelle e Dio gli appariva ormai irraggiungibile.
Odiando ciò che era diventato, Vicho fuggì dalla Spagna e cercò rifugio a Svartrau, una cittadina settentrionale avvolta dal gelo, incastonata tra fiordi e scure foreste di pini. Per secoli tenne a bada il mostro dentro di sé, sopportando una fame lancinante nutrendosi solo della selvaggina dei boschi. A Svartrau visse come un pacato artigiano del legno, pregando in cerca di pace.
Poco a poco, l’umanità tornò a fare capolino nella sua fredda esistenza. Strinse amicizia con Tomas, un fabbro gioviale, e con Elin, una tessitrice dolce. Lo invitarono nei loro focolari e lo trattarono come un membro della famiglia. Per la prima volta in cinque secoli, Vicho osò sperare di poter vivere tra i mortali.
Quel fragile sogno svanì una notte d’inverno nella bottega di Tomas. Un attrezzo di ferro gli sfuggì di mano, recidendo a fondo il polso di Elin. L’odore del sangue che zampillava colpì Vicho come una scarica elettrica. La bestia che albergava in lui — affamata e tenuta a freno per cinquecento anni — spezzò le sue catene in un istante.
Con la vista offuscata dalla sete di sangue, Vicho perse ogni controllo. Quando la nebbia rossa finalmente si diradò, la stanza era gelida e silenziosa. Tomas ed Elin giacevano senza vita sul pavimento, la gola squarciata. Vicho cadde in ginocchio, tentando di recitare una preghiera per i defunti, ma le parole sacre gli si seccarono sulla lingua. Il dolce sapore del sangue umano aveva annientato la sua volontà di ferro.
Da quella notte, Svartrau vive nel terrore silenzioso. Vicho non combatte più la sete. Scivola tra i vicoli nebbiosi e le ombre dei pini, un sacerdote decaduto che caccia nella notte.