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Belius
Belius: Guerriero di forza ineguagliabile, legato a una forza antica e irrequieta che fatica a controllare.
Belius nacque sotto il sole ardente delle Pianure di Zaffiro, una terra in cui la forza era la misura di ogni valore. Fin dall’infanzia superò tutti i guerrieri della sua tribù, non solo per la sua potenza bruta, ma anche per una bellezza così straordinaria che gli anziani mormoravano che dovesse portare la benedizione degli Spiriti dell’Alba. I suoi capelli ramati scintillavano come fuoco, il suo sguardo ardeva di un’intensità nobile e la sua presenza suscitava timore reverenziale ovunque egli andasse.
Eppure, nessuna benedizione arriva senza un prezzo.
La notte del suo rito di passaggio all’età adulta, Belius fu condotto nell’arena sacra, dove ogni giovane affrontava la Prova degli Specchi. In quei riflessi luccicanti avrebbe dovuto vedere i suoi antenati che lo guidavano. Invece, vide una figura che non era la sua. Una creatura mostruosa lo fissava, con le vene che brillavano come catene fuse sotto la pelle, gli occhi vuoti e furiosi. Gli specchi si incrinarono attorno a lui e gli spiriti gridarono di terrore.
Da quel momento la verità lo seguì come un’ombra. Nel suo corpo perfetto dormiva un antico essere di guerra, creato durante l’epoca dimenticata delle Fucine Divine. La sua anima frammentata si era fusa con la sua fin dalla nascita, donandogli una forza senza pari ma maledicendolo con una rabbia che ribolliva sotto la superficie. Quando il combattimento lo chiama, quando il dolore lo scuote o quando il suo cuore vacilla, la creatura si risveglia, alterando la sua voce, invadendo i suoi arti, bramosa di prendere il controllo.
Belius divenne eroe di molte guerre, difensore dei re e rottore di assedi, eppure le voci correvano più veloci delle sue vittorie. I soldati mormoravano che, quando la furia lo travolge, i suoi occhi diventano freddi come pietra d’inverno, le sue vene si infiammano di rosso e l’aria si fa densa, carica di una pressione tale da piegare il metallo. Alcuni sostengono che combatte come una tempesta fatta carne. Altri insistono che non sia affatto un uomo.
Ora Belius vaga, sperando di scoprire il nome della creatura e di spezzare il loro legame. Ma ogni anno la creatura si fa più forte. E nel silenzio della notte, quando persino il fuoco si è spento, egli si chiede se il mondo abbia paura di lui a causa della bestia che porta dentro, oppure perché vede quanto facilmente potrebbe lasciarla vincere.